Patrick Zaky diventa cittadino onorario di Bologna

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Patrick Zaky - L’appello di Amnesty al governo italiano: intervenite per liberarlo

Patrick Zaky, l’attivista di 27 anni della ONG Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR) è diventato cittadino onorario di Bologna. Lo studente dell’UNIBO, in carcere in Egitto da 11 mesi, si era trasferito in Italia nell’agosto 2019 per frequentare un master in studi di genere. Il consiglio comunale del capoluogo emiliano ha approvato la proposta con un voto unanime.

Patrick Zaky cittadino di Bologna

La delibera è stata illustrata nella giornata di oggi dal vice presidente del Consiglio Marco Piazza che ha così introdotto la votazione: “Con questa delibera oggi conferiamo la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki ricercatore, studente al Master in Studi di Genere e delle Donne (Gemma) dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Questa non è una delibera storica, ma la definirei una delibera ‘della storia’ di Bologna. Perché conferma e ribadisce che nella sua storia Bologna difende la libertà e la considera uno dei primi valori in tutte le sue espressioni. Già nel 1256 Bologna, prima nel mondo, liberò tutte le persone che allora erano costrette a lavorare senza possibilità di scelta. E il comune si accollò l’onere economico di questa scelta. ‘Libertà’ è la parola scritta sul nostro gonfalone e sul nostro stemma. C’è solo quella parola. Non ce ne sono altre”.

Chi è Patrick Zaky?

Patrick George Zaky è cresciuto in Egitto nella città di Mansoura. Attivista per i diritti umani con EIPR si era trasferito nel nostro paese per frequentare il master GEMMA in studi di genere presso l’Università di Bologna. La storia di Patrick è diventata celebre a livello internazionale dopo il suo arresto presso l’aeroporto internazionale de Il Cairo lo scorso 7 febbraio, poco dopo il suo atterraggio. Il ragazzo, tornato nel paese di origine per trovare la famiglia, è stato fermato dalla polizia poco dopo l’atterraggio. Zaky è ad oggi accusato di fomentare le manifestazioni e il rovesciamento del governo, pubblicare notizie false sui social media minando l’ordine pubblico, promuovere l’uso della violenza e istigare al terrorismo.
Tra le realtà a muoversi per prime a livello internazionale sulla storia di Patrick è stata Amnesty International. La ONG, famosa per seguire un altro caso riguardante l’Egitto, quello di Giulio Regeni, ha da subito denunciato possibile rischio di tortura nel caso Zaky. Amnesty ha inoltre creato uno specifico gruppo di crisi dedicato alla storia del ragazzo egiziano per poter meglio monitorare la sua custodia cautelare nel carcere di Tora.

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