Nave romana scoperta al largo della Sicilia

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La scoperta è avvenuta di recente, nel Mar Mediterraneo, al largo di Palermo. Si tratta di un’antica nave romana.

Di quale nave romana si parla?

La nave romana in questione risalirebbe al II secolo a.C., e in questo momento si trova a 92 metri di profondità, nei pressi dell’Isola delle Femmine. Le prime immagini provengono da un robot sottomarino, e hanno permesso di appurare che al momento dell’inabissamento trasportava un carico di anfore vinarie.


Reperti archeologici detenuti illegalmente confiscati in Puglia


Un importante ritrovamento

Le autorità siciliane hanno definito questa scoperta come uno dei più importanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni. Così quindi ha commentato la Soprintendente al Mare della Regione Sicilia, Valeria Li Vigni, che ha lanciato la spedizione. “Il Mediterraneo ci regala continuamente elementi preziosi per la ricostruzione della nostra storia legata ai traffici marittimi, alle tipologie di imbarcazioni, ai trasporti effettuati. Ora ne sapremo di più sulla vita a bordo e sui rapporti tra le popolazioni costiere”.

La scoperta precedente

Questa però non è la prima nave romana scoperta. Qualche settimana fa, infatti, gli archeologi siciliani hanno portato alla luce un relitto a 70 metri di profondità, nei pressi dell’isola di Ustica. Anche questa nave trasportava anfore contenenti vino: questo risultato potrebbe far luce sulle attività commerciali di Roma nel Mediterraneo. I Romani infatti commerciavano spezie, vino, olive e diversi altri prodotti in Nord Africa, Spagna, Francia e Medio Oriente.

Diversi ritrovamenti

I relitti sono molti in giro per il Mediterraneo. Uno di questi è riaffiorato nel 2013 al largo di Genova, quasi intatto e risalente pure al II secolo. Il carico era in quel caso di 50 anfore, ed era stato avvistato a circa un miglio dalle rive di Alassio, a 50 metri di profondità. Eppure, il mercato nero dei manufatti trafugati è ancora molto fiorente, soprattutto nel Nord Italia.

Il mercato nero dei manufatti

Si stima che ogni anno centinaia di antiche anfore romane prelevate illegalmente vengano ritrovate dalla Polizia nelle case di mercanti d’arte. Lo scorso giugno, ad esempio, le autorità italiane hanno recuperato centinaia di reperti archeologici raccolti illegalmente. Il responsabile, un collezionista belga, è ancora in attesa di giudizio: il “bottino” risaliva al VI secolo a.C., per un valore di 11 milioni di euro. Si parla di circa 800 pezzi “di eccezionale rarità e inestimabile valore”, tra stele, anfore e altri oggetti provenienti da scavi clandestini in Puglia.