Reperti archeologici detenuti illegalmente confiscati in Puglia

Diciannove manufatti in terracotta databili tra la fine del V e l'inizio del IV secolo a.C. sono stati confiscati e consegnati al Museo di Altamura.

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Reperti archeologici detenuti illegalmente

La Guardia di Finanza di Gravina in Puglia, in provincia di Bari, ha confiscato 19 reperti archeologici detenuti illegalmente da un cittadino del posto. Gli oggetti si trovavano in casa dell’uomo, che li custodiva in una vetrinetta, senza averne denunciato il possesso al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Quali sono i reperti archeologici detenuti illegalmente?

Si tratta di diciannove manufatti in terracotta, databili tra la fine del V secolo e l’inizio del IV secolo a.C. Dopo il ritrovamento, le Guardie di Finanza hanno consultato un esperto in materia, che ha analizzato e catalogato i reperti. Lo studioso ha stabilito che si tratta inequivocabilmente di “materiale autentico, di interesse culturale e archeologico, proveniente da contesti tombali”.

Tra i reperti, alcune brocche e piatti “a decorazione lineare”, oltre ad un calice. Questi oggetti si trovavano probabilmente all’interno di antiche sepolture, allo scopo di accompagnare il defunto nell’aldilà.

Il Museo d’Altamura ha accolto i reperti

Il detentore dei reperti non è stato in grado di dimostrare la legittimità del loro acquisto. È stato dunque denunciato per violazione delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e paesaggio.

Il Giudice per le Indagini Preliminari Ilaria Casu, su richiesta delle Fiamme Gialle, ha deciso di consegnare gli oggetti confiscati al Museo nazionale di Altamura. I reperti sono giunti al Museo già nella mattinata di ieri, 15 giugno 2021.

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