Missione per conto di Dio: per i cristiani evangelici il clima è questo

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Missione per conto di Dio

Una grande citazione può venire dal film The Blues Brothers: “Siamo in missione per conto di Dio“. Per molti cristiani evangeligi, uno dei compiti che Dio ha affidato all’uomo timorato è occuparsi del clima. E’ una affermazione vera, profonda e fortemente strutturata nello spirito. Uno degli insegnamente profondi, rispettati dai veri cristiani.

Missione per conto di Dio?

La missione per i veri cristiani è importante, ma per i veri cristiani e non per : “Ognun per sé, Dio per sé.
Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano. Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano, mani che poi firman petizioni per lo sgombero. Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscono manganelli,
che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli
“. Per questa tipologia di falso credente il clima non è una missione, ma gli evangelici interpretano in maniera perfetta l’insegnamento di Dio, e cioè tutto quello che ci viene donato, deve essere custodito e migliorato, compreso il nostro corpo, tempio della divinità ultima. Matt Humprey, pastore della comunità evangelica della Columbia brtannica meridionale, spiega che per essere un bravo credente, si deve essere anche un fervente ambientalista e salutista. questi doni vengono da Dio e devono essere rispettati.

L’ambientalista rispetta Dio?

Certo che si! In alcuni passi della Bibbia, si denuncia l’azione maldestra dell’uomo sull’ambiente. Per esempio dal libro di Giobbe, 28 troviamo: “L’uomo taglia le rocce, mette sottosopra i monti fin dalle radici, si apre un passaggio nella pietra e scopre minerali preziosi; sbarra le sorgenti dei fiumi e porta alla luce le cose nascoste. Ma dove è possibile trovare la sapienza?”. In queste poche righe si parla dello sfruttamento delle risorse minerarie e idriche e lo si fa con una lungimiranza. Da Isaia 5, 8-9 l’ammonimento divento più potente: “Guai a voi che continuate a comprare palazzi e terreni. Voi che non lasciate un pezzo di terra a nessuno e diventate gli unici padroni del paese. Ho sentito che il Signore dell’universo ha fatto un giuramento: tutte queste abitazioni saranno distrutte, questi palazzi grandi e belli resteranno disabitati”. Da Siracide 40, 22 abbiamo qualcosa di marcatamente ambientalista: “Il fascino e la bellezza attirano l’occhio, ma più ancora un campo verde che promette un buon raccolto.

La missione per conto di Dio è un atto spirituale?

Per prima cosa dobbiamo concepire l’impegno climatico, come un dovere morale legato ad un dono spirituale. La spiritualità vive di doni e carismi, e questi carismi servono, non soltanto a formare noi ma anche la comunità che ci circonda. Gli evangelici di questa comunità, interpretano bene le scritture, e sanno, molto più di altri cristiani, che il rispetto dei doni di Dio è si una missione, ma anche un atto di formazione personale atta a stabilirci nello spirito. Questa prospettiva, ci lega alla realtà ultima in modo indissolubile, accostando il cristianesimo al sospiro delle religioni o pratiche orientali. Questo ci fa sempre più comprendere, che il nostro passaggio è in uno spirito unico, e non frammentato in comunità chiuse e rispettose soltanto del loro schema religioso, attenzione ho detto religioso e non spirituale appositamente. Perchè nel momento, che naturalmente il nostro schema diviene spirituale, non abbiamo più necessità di stabilire tale differenzazione. Quindi chi rispetta l’ambiente rispetta Dio e vive nella sua realtà cosmica e Dio in lui.