Miniere di carbone: l’impegno della Romania

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Una lotta che sembra essere presa in considerazione sempre più, quella all’interruzione di utilizzo delle miniere di carbone. Infatti sempre più stati si stanno impegnando nel loro piccolo ad aiutare l’ambiente. Anche la Romania si è buttata in questa sfida affermando di voler interrompere gli scavi di carbone entro il 2032

Come avverrà la chiusura delle miniere di carbone in Romania?

Con un documento inviato alla commissione Europea, la Romania si impegnerà a eliminare gradualmente il carbone entro il 2032. Questa decisione fa parte della promozione delle energie rinnovabili con un budget provvisorio di 1,8 miliardi di euro. La Romania ha affermato che attuerà una strategia per l’idrogeno e rimuoverà gli ostacoli normativi insieme a una graduale sostituzione della capacità di generazione di elettricità convenzionale, aggiunge il rapporto. L’obbiettivo principale è raggiungere una quota di energia rinnovabile del 34% nel consumo entro il 2030.

I negoziati con la commissione

La Romania ha avviato negoziati con la Commissione europea sulla sua bozza di NRRP (Piano nazionale di recupero e resilienza). Il paese ha chiesto 41,5 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti a basso costo fino al 2026, ma solo 29,2 miliardi di euro sono stati assegnati al paese dal meccanismo di recupero e resilienza dell’Unione europea. Sono già stati compiuti diversi passi nella revisione del quadro giuridico per allineare la legislazione rumena alle disposizioni dell’UE e per fornire agli investitori un ambiente aggiornato, prevedibile e chiaro.

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La Romania e l’idrogeno

La Romania non dispone attualmente di un quadro normativo per la produzione di elettricità da idrogeno. Occorre definire una strategia per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno sul mercato interno ed estero. Secondo il NRRP, la Romania sta valutando lo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno principalmente nei settori dei trasporti, del gas e dell’elettricità. In questo contesto, deve essere sviluppata una Strategia nazionale per l’idrogeno. Tuttavia, il NRRP cita lo sviluppo di un’infrastruttura regionale del gas naturale in aree scarsamente collegate alla rete del gas naturale, in grado di ricevere idrogeno e altri gas decarbonizzati (es. biometano, ecc. ) fino al 10% della sua capacità.