mercoledì, Febbraio 28, 2024

Mario Draghi è un patrimonio per il nostro Paese

Il numero uno di Confindustria Carlo Bonomi esprime tutto il suo sostegno a Mario Draghi. Anche il leader di Italia Viva elogia la scelta di Draghi. Tuttavia la conferma dell’ex numero uno delle BCE alla guida dell’Italia non è scontata. Il Movimento 5 Stelle infatti non intende accettare un governo Draghi, così come anche FdI e Lega. E soprattutto come sarà un governo Draghi?

Bonomi: Draghi è un patrimonio per il Paese

Il numero uno di Confindustria Carlo Bonomi, durante un’intervista a La Stampa, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la scelta di Mario Draghi a capo del prossimo governo italiano. Bonomo ha dichiarato: “Draghi? Ha le qualità che da tempo auspicavo in un politico: una persona seria, competente, autorevole ed efficace. ”Ammiravo Draghi anche in tempi non sospetti. Ad agosto, poco dopo la mia elezione, sono andato al meeting di Rimini ad ascoltarlo. Pensavo che avrei trovato in sala buona parte dei rappresentanti del sistema politico ed economico italiano. C’ero solo io. Ho sempre considerato Mario Draghi un patrimonio del nostro Paese”.  Poi Bonomi afferma che chiederà un confronto.

Parlando del reddito di cittadinanza afferma: “Abbiamo sempre pensato fosse necessario combattere la povertà ma è sotto gli occhi di tutti che il reddito di cittadinanza come strumento per favorire la ricerca di un lavoro ha fallito. Per creare lavoro abbiamo bisogno di una riforma radicale degli ammortizzatori sociali e di politiche attive del lavoro efficaci, non solo imperniate sui centri pubblici per l’impiego. Sono due riforme che vanno insieme. A luglio abbiamo presentato una nostra proposta al governo. Ma non se ne è mai fatto nulla”. Mentre su quota 100 dice: “Abbiamo sempre avvertito che quota 100 avrebbe creato problemi di sostenibilità del debito pubblico e aggravato l’ingiustizia verso i più giovani. L’idea che pensionando in anticipo i più anziani si creassero nuovi posti di lavoro non è fattibile”.

Renzi: Draghi è il miglior premier per l’Italia

Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, esprime la sua soddisfazione per la scelta di Draghi. In un’intervista alla CNN Renzi afferma: “Penso che Draghi sia il miglior presidente del Consiglio per l’Italia, in particolare in questo momento. Draghi era presidente della Bce, è ammirato nel mondo. È la speranza del Paese. L’Italia è un grande Paese ma ha bisogno di visione per uscire dalla crisi. Se si continuasse con la strategia del giorno per giorno non saremmo in grado di creare una via d’uscita dalla crisi. Molti non hanno capito perché aprire la crisi dicendo non è adesso il momento. Ma io penso che fosse proprio questo il momento, per trovare la via d’uscita dalla crisi: Draghi sarà in grado di farlo”.

Durante un’intervista a La Repubblica Renzi afferma: “E’ probabile che io sia il più impopolare del Paese, è improbabile che Conte sia più popolare, ma è certo che Draghi sia il più competente. Va bene così”. Poi aggiunge: “La legislatura durerà fino al 2023. Quanto al capo dello Stato deciderà il Parlamento tra un anno. Ora preoccupiamoci di dare la fiducia al governo e lasciamolo partire per la sua navigazione. Ho vissuto con molto dolore l’aggressione mediatica di queste settimane: l’odio e il pregiudizio non mi avevano mai fatto male come stavolta, devo confessarlo”.

Come sarà un governo Mario Draghi?

Non si sa ancora se Draghi riuscirà a formare un governo, infatti per ora rimane ancora il no del Movimento 5 Stelle. Tuttavia una domanda sorge spontanea: come sarà composto un governo Draghi? Potrebbe essere una squadra a metà strada tra il tecnico e il politico, con la cosiddetta “maggioranza Ursula”. Invece i possibili ministri potrebbero essere Fabio Panetta, che potrebbe dire addio al board della Bce per entrare al dicastero più ambito, quello dell’Economia, ma anche altri diversi “Draghi Boys”. Tra questi Lorenzo Bini Smaghi, Dario Scannapieco e anche Lucrezia Reichlin. Ma anche Carlo Cottarelli, Andrea Prencipe, Rettore dell’Università Luiss Guido Carli.

Un posto nel governo potrebbe spettare a Marta Cartabia, già presidente della Consulta e che in molti davano in arrivo a Palazzo Chigi: potrebbe invece essere destinata al dicastero della Giustizia, dove, l’altro nome che circola, è quello di Paola Severino, ex ministra e giurista stimata. All’Interno potrebbe esserci la conferma di Luciana Lamorgese, mentre al ministero della Salute potrebbe esserci Antonella Polimeli, ex preside della facoltà di Medicina dell’Università Sapienza e attuale rettrice dell’ateneo.


Draghi: Italia ha bisogno di risposte all’altezza della situazione

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