martedì, Giugno 18, 2024

Marche: Fase 2 al via. Anzi no, Fase 2 e mezzo

Più che la fase della ripartenza, quella che scatterà dalla mezzanotte di lunedì 4 maggio assomiglia al Labirinto della Masone. Con una differenza sostanziale: le oltre 200 mila piante di bambù che riempiono il labirinto più grande del mondo, in provincia di Parma, accompagnano il visitatore-esploratore in una dimensione fantastica scaccia-pensieri; le decine e decine di norme regionali, che interpretano in senso prevalentemente estensivo, e quasi mai “alla lettera”, le disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm del 26 aprile, invece, esasperano i cittadini e i titolari di attività, per i quali diventa veramente complicato capire cosa si potrà fare e cosa no a partire dal 4 maggio.

La Fase estensiva delle Marche

Se tra fine febbraio e i primi di marzo il governatore Luca Ceriscioli era prudente e cauto a tal punto che, di fronte all’ordinanza con cui impose di chiudere le scuole, poi impugnata dal Governo, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, lo accusò di tenere «in ostaggio i marchigiani», oggi è tra coloro che più spingono sul piede dell’acceleratore, complice anche l’appiattimento della curva del contagio.

Il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli

Per i marchigiani lunedì 4 avrà inizio una Fase 2 e mezzo in virtù di due provvedimenti firmati dal governatore giovedì 30 aprile, che consentono una maggiore libertà di movimento, pur nel rispetto di tutte le norme precauzionali: il decreto esplicativo n. 142 (http://www.regione.marche.it/Portals/0/Salute/Coronavirus/DecretoPresidente_Soggetto%20Attuatore%20n_142%20del%2030%20aprile%202020.pdf) e l’ordinanza n. 27 (http://www.regione.marche.it/Portals/0/Salute/Coronavirus/Regione%20Marche_Ordinanza%20COVID_19_n%2027%20del%2030%20aprile%202020.pdf), cui va aggiunto l’ultimo decreto n. 144 firmato il 4 maggio (http://www.regione.marche.it/Portals/0/Salute/Coronavirus/DecretoPresidente_Soggetto%20Attuatore%20n_144%20del%204%20maggio%202020.pdf)

Sarà possibile spostarsi all’interno della regione non solo per i motivi indicati dal Governo – di lavoro, salute, necessità e per le visite ai congiunti -, ma anche per motivi più “leggeri”, come le passeggiate in riva al mare, le camminate, le escursioni a cavallo, le pedalate in bicicletta, le uscite in barca, il raggiungimento delle seconde case, la pesca sportiva, l’addestramento e l’allenamento dei cani ai fini venatori.

Il diavolo si nasconde nei dettagli, e Ceriscioli ha usato proprio un inciso normativo per smontare l’ultimo Dpcm nella parte in cui limita il raggio di movimento dei cittadini.

(…) Anche con bicicletta, unità da diporto o altro mezzo: ecco la “chiave provvidenziale” che consente a un cittadino dell’entroterra di prendere la macchina o la moto (in sella possono salire due persone solo se conviventi, ndr) per raggiungere la costa e fare una passeggiata sulla spiaggia; a un subacqueo di esplorare i fondali al largo del promontorio del Conero o del San Bartolo e a un escursionista residente nel nord della Regione di raggiungere i monti Petrano, Catria, Nerone, Carpegna o addirittura di attraversare l’intera regione per salire sui Sibillini.  

L’altopiano del Monte Petrano (PU)

Il Governo insegue la Regione

Sul punto, il Dpcm del 26 aprile non precisa nulla, ma diversi ministri avevano spiegato nei giorni scorso che l’uso della macchina deve essere limitato ai soli casi di necessità, prevedendo per l’attività motoria e sportiva lo spostamento da casa a piedi o in bicicletta poiché funzionale all’attività motoria.

Ieri il cambio di rotta drastico: nelle Faq, infatti, il Governo ha chiarito che per raggiungere il luogo individuato per svolgere le attività sportive o motorie (camminate, corse), si può prendere un mezzo privato, ma anche i mezzi pubblici.

Un paradosso: viste le regole del distanziamento sociale che impongono un dimezzamento dei posti, sarebbe meglio limitare l’uso dei mezzi pubblici ai soli casi di necessità e di lavoro, e non per andare a fare una corsa.

Qui, il pezzo su tutto quello che il Governo consente di fare sino al 18 maggio, con domande e risposte e modello della certificazione allegata

Cosa si può fare

Ora vediamo nel dettaglio cosa possono fare i marchigiani, in attesa della riapertura dei bar e ristoranti che potranno rendere il loro “svago” veramente completo (la Regione sta lavorando a un’ipotesi di riapertura tra il 12 e il 19 maggio, quindi ben prima della data del 1° giugno indicata dal Governo, ndr), e tenendo conto di quanto il Governo consente di fare sino al 18 maggio (durata massima della validità dell’ultimo Dpcm del 26 aprile, ndr), vedi link: https://www.periodicodaily.com/fase-2-cosa-possiamo-fare/

Attività motoria e all’aria aperta

Gli appassionati di camminate, corsa e attività all’aria aperta possono spostarsi individualmente, anche con bicicletta, unità da diporto o altro mezzo, con divieto di assembramenti e con l’obbligo di rispetto della distanza di due metri dalle persone, salvo quelle accompagnate in quanto minori o non autosufficienti, utilizzando sempre mascherine e guanti o garantendo l’igiene con idoneo liquido igienizzante. In generale, precisa il decreto, “sono consentite le attività motorie sportive svolte in maniera individuale sempre nel rispetto delle norme di precauzione del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei DPI per quanto applicabili”.

Passeggiate in spiaggia

Senigallia (AN), la Spiaggia di Velluto

Devono essere svolte in maniera individuale nel rispetto del distanziamento sociale e delle altre norme dell’ordinamento in tema di contenimento della diffusione del virus. Sono vietati gli assembramenti e le soste sull’arenile. Le violazioni saranno punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 400 euro.

Escursioni a cavallo

Sono consentite, purché in forma individuale e nel rispetto della normativa del distanziamento sociale.

Allenamento e addestramento cavalli

Deve essere svolto in maniera individuale dai proprietari o dagli affidatari degli animali presso maneggi autorizzati all’interno del territorio regionale, e sempre nel rispetto della normativa vigente in materia di distanziamento sociale.

Pesca sportiva e attività subacquee

Gli appassionati possono spostarsi sempre nell’ambito regionale, esclusivamente nel rispetto di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio, e a due condizioni: la pesca da terra, in mare o nelle acque interne deve essere praticata “da persona abilitata all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa  in possesso di copia della comunicazione effettuata ai sensi del decreto ministeriale 6 dicembre 2010”; nel caso si utilizzi un’imbarcazione, a bordo possono salire non più di 2 persone, e almeno una deve essere abilitata. Per quanto riguarda la pesca sportiva lungo le acque interne, l’ordinanza ha efficacia conformemente al calendario piscatorio.

Allenamento e addestramento cani a fini venatori

È consentito nei centri cinofili e nelle aree autorizzate, senza il contatto diretto fra le persone, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente. L’attività dovrà essere svolta singolarmente, unitamente ai cani da addestrare, secondo una turnazione di utilizzo delle Zone di Addestramento e Allenamento cani (ZAC) e senza il contatto diretto fra le persone, nel rispetto del distanziamento sociale e della normativa vigente in tema di contenimento della diffusione del virus.

Toelettatura cani

Il servizio deve essere svolto su appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e comunque in totale sicurezza, nella modalità “consegna animale toelettatura-ritiro animale”, utilizzando i mezzi di protezione personale e garantendo il distanziamento sociale.

Attività in campagna

Gli appassionati possono cominciare a cercare i funghi e gli asparagi selvatici, sempre nel rispetto dell’obbligo di distanziamento di un metro tra le persone.

Il decreto regionale precisa che “funghi” e “asparagi” sono citati a titolo esemplificativo e non esaustivo: questo significa che è ammessa la raccolta, nel rispetto delle leggi, di quanto madre natura offre in questo periodo.

Seconde case

San Benedetto del Tronto (AP)

È consentito il raggiungimento delle seconde case per motivi di necessità, purché si trovino all’interno del territorio regionale e “fatto salvo il rientro la sera presso la propria abitazione”. A tal proposito, l’ultimo Dpcm non dispone nulla.

Barche da diporto

La navigazione delle unità da diporto, entro i confini regionali, è consentita “per raggiungere le imprese abilitate alla manutenzione e riparazione delle unità nautiche”, ma anche al di fuori di questi casi. A bordo possono salire soltanto il conduttore e un’altra persona. È obbligatorio il rientro in giornata presso l’abitazione abituale.

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