Mafalda compie 55 anni

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Nessuno, che sia un accanito lettore di fumetti o un profano del genere, non può non conoscere il divertente personaggio di Mafalda.

Quino con Mafalda

La bambina forse più famosa dell’immaginario comics nacque più di mezzo secolo fa, compie oggi esattamente 55 anni, dall’idea e dalla matita dell’argentino Joaquìn Salvador Lavado, in arte Quino, il quale introdusse Mafalda per la prima volta nelle sue strisce il 29 settembre 1964. Molto popolare in Europa ed in America Latina, Mafalda è riuscita a sfondare nella cultura artistica e fumettistica, in particolare anche in USA e nelle culture asiatiche, grazie alle sue caratteristiche cartoonesche, al tratto semplice ma attrattivo, alla sua indole bonaria, pacifica e un po’ burlona e infantile nonché per via delle sue qualità esilaranti che hanno permesso al personaggio di essere punto di riferimento per grandi e piccini, un idolo di bambini e adolescenti che attraverso di lei riuscivano e riescono a confrontarsi con i problemi del mondo, della società, della scuola e della famiglia in maniera spensierata ma profonda.

La nascita del personaggio

La genesi di Mafalda non è per niente comune, il personaggio era infatti una commissione, doveva quindi servire a pubblicizzare il marchio Mansfield, un’azienda di elettrodomestici. Dal nome dell’industria e dal campo commerciale in cui si trovava ad operare Quino creò Mafalda, il suo nome evidentemente ispirato alla marca della fabbrica, una bambina sprizzante di energia e piena di idee, sempre in cerca di avventure, di modernità e mondanità vissute con approccio dinamico e leggero ma anche con determinazione, sicurezza e tenacia.

L’iperattività di Mafalda rappresenta quindi la società in movimento e il progresso economico in un mondo sempre più sviluppato, e al contempo cerca di inquadrare con umorismo e forse un pizzico di sana moralità gli atteggiamenti, alcuni consoni altri meno, di una società fondata sulle istituzioni più o meno criticate ma sempre in tono leggero, cercando anche di indagare i rapporti umani che si incontrano nel nucleo familiare e nell’amicizia, relazioni evidentemente fondamentali e inossidabili per Quino nel mondo a lui contemporaneo che ha ancora molti punti di contatto con l’oggi. Il padre di Mafalda alla fine non ottenne di fare la campagna pubblicitaria per la Mansfield, così le strisce da lui composte vennero pubblicate l’anno dopo la richiesta della pubblicizzazione mai avvenuta dell’azienda, era il 1964.

Il personaggio e il mondo degli editori

Traendo ispirazione da una bambina presente nel romanzo Dar la cara (Farsi avanti, letteralmente dare la faccia) dello scrittore e drammaturgo argentino David Viñas nel quale si raccontano le avventure di tre bambini, una dei quali porta nome Mafalda, che, terminato il servizio militare, desiderano intraprendere una carriera da adulti trovando le loro passioni e la loro strada, c’è chi si dà al cinema e all’arte, chi al ciclismo e chi sceglie di intraprendere una carriera nella politica, Mafalda diventa conosciuta dopo essere apparsa in fumetto sul settimanale di politica, cultura e attualità Primera Plana (Prima Pagina) con sede a Buenos Aires.

Se è vero che l’avventura di Mafalda cominciò a tutti gli effetti nelle pubblicazioni Gregorio, supplemento umoristico della rivista Leoplán, il primo a credere in Quino e nel suo personaggio fu Julián Delgado, giornalista e a quel tempo editore della rivista Primera Plana. La prima striscia pubblicata raccoglie positivi consensi, sennonché poco tempo dopo la pubblicazione è sospesa per controversie legali che ben presto verranno superate permettendo così a Mafalda di conquistare il meritato successo.

Risolti i problemi, la serie, per accogliere i desideri di lettori e appassionati che incominciavano a vedere in Mafalda una sorta di paladina del popolo medio borghese, comincia ad essere pubblicata regolarmente con uscite giornaliere sul quotidiano El Mundo della società editoriale Haynes, anch’esso giornale con sede nella capitale argentina. Piano piano il mondo di Mafalda si ampliò e a lei vengono accostati altri personaggi con lo scopo di rendere più frizzanti le storie e sfaccettare ed approfondire ulteriormente la personalità della protagonista così da catturare un pubblico ancora più ampio e aprirsi le porte ad una narrazione che fosse in grado di rappresentare le diversità sociali in maniera più abbracciante e particolareggiata. Manolito, Susanita e Felipe sono sono alcuni comprimari delle strisce, sinonimo dell’attenzione all’attualità da parte di Quino.

Si può affermare quindi che Mafalda è una dei primi personaggi a utilizzare il mezzo fumetto per essere sfruttato con notevole successo in campo educativo e sociale non per fare una ritrita satira agrodolce, ma anzi per rendere più consapevole la gente dei fattori della comunità in cui vive dove il mezzo grafico non è esclusivamente funzionale alla critica ma diventa parte integrante della cultura. Dopo una serie di altri inconvenienti, tra cui la chiusura per fallimento di El Mundo che costrinse ancora una volta Quino a interrompere le pubblicazioni, le edizioni di Mafalda riprendono sul settimanale Siete Días Ilustrados.

Per il Natale del 1966 l’editore Jorge Álvarez pubblicò il primo libro che raccoglieva in ordine cronologico le strisce di Mafalda apparse precedentemente sui vari giornali, pubblicazioni le cui vendite hanno un successo inaspettato soprattutto in America Latina e Spagna, che viene a contatto con il personaggio di Mafalda soltanto attorno al 1970, come avvenne per il Portogallo e il Brasile, fino alla Cina. Ma è nel 1968 che le strisce vengono pubblicate per la prima volta in un Paese di lingua non ispanica, territori, quelli iberici, che per affinità culturali e linguistiche vennero privilegiati con le pubblicazioni di Mafalda, si tratta dell’Italia. Fu Feltrinelli ad accorgersi per primo delle potenzialità del personaggio e ad accoglierlo nelle sue edizioni, a cui seguì Bompiani che pubblicò la prima raccolta intitolata Mafalda la contestataria, a dimostrazione quanto in quegli anni difficili per il nostro Paese Mafalda venne sfruttata per concetti e ideali da propagandare.

Edizione Bompiani di Mafalda la contestataria

La collezione completa delle strisce è stata recentemente raccolta in Tutto Mafalda, un libro per conoscere ogni dettaglio sul famoso personaggio e sul suo geniale creatore, ricco di testimonianze e contenuti esclusivi, uscito nel 2016 per Adriano Salani Edizioni, suo editore italiano dal 2006, nella rubrica Magazzini Salani, marchio dedicato a fumetti e correlati. Come sostiene Umberto Eco in una sua attenta analisi del personaggio paragonato al coevo Charlie Brown, i due personaggi hanno la stessa età, ma il loro atteggiamento nei confronti del mondo è molto diverso, infatti la marcata separazione del mondo infantile di Mafalda e dei suoi compagni da quello degli adulti dimostra la sua volontà di non integrarsi in esso, al contrario dei Peanuts, in cui in alcune loro in pubblicazioni prese parte anche Mafalda, che sono quasi adulti in miniatura.

Charlie Brown e Snoopy

Questo non significa che Mafalda sia meno attinente e Quino meno attento alla contemporaneità sociale, anzi, è proprio perché è così ribelle che Mafalda incide efficacemente sul senso e la logica comune. Oltre a ciò in Mafalda si denota un interesse verso l’emancipazione femminile e una visione della donna forte e della bambina astuta, concetti che ancora oggi sono grandemente svalutati e che a cavallo degli anni Sessanta e Settanta erano ancora meno considerati.

Vignette sulla guerra

Attraverso il personaggio di Mafalda, Quino si interessa anche di problemi umanitari, quali, fra i tanti, la guerra in Vietnam, la fame e il razzismo, mettendo così in relazione l’emancipazione femminile con la libertà di scelta, la pace e l’autodeterminazione. Mafalda è senza dubbio il prototipo dell’uguaglianza, la quale provoca, volontariamente o ingenuamente, gli adulti con domante disarmanti, i quali, corrotti dai pregiudizi o calati in una modernità alienante, non sanno rispondere o rispondono imbarazzati. Per questo Mafalda non desidera entrare nel consesso del mondo adulto, non perché sia vigliacca ma perché è intelligente e sa che diventare grandi per ritrovarsi poi ad essere corrotti non converrebbe, Mafalda perciò non rinuncia a voler crescere, perché in verità è quasi costretta a restare piccola. Mafalda è libera di sognare e desidera che i suoi sogni, assolutamente affatto privi di buonsenso e quindi non pure illusioni, si trasformino in una realtà egualitaria, giusta e aperta dove l’ipocrisia non si esalti a dogma.

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