sabato, Aprile 20, 2024

L’imperatore Onorio – 413: il blocco delle scorte di grano

Nel 413, l’imperatore Onorio assiste nel Regno d’Occidente, al taglio di provviste alimentari all’Italia, per ordine di Eracliano. Di fatto, il rivale usurpatore cartaginese, si autoproclama capo e sovrano del territorio, con l’obiettivo di annientare il legittimo Augustus. A fronte di ciò, gli avvenimenti delle invasioni barbariche e gli assalti all’Impero romano, di Goti e Visigoti. Nell’assedio della Città Eterna, i Vandali ed altre popolazioni germaniche causano devastazione e massacri.

L’imperatore Onorio chi è?

Flavio Onorio nasce a Costantinopoli il 9 settembre del 384 e decede a Ravenna il 15 agosto del 423. Terzo figlio dell’imperatore ed imperatrice romani Teodosio I ed Elia Flaccilla, appartenenti alla provincia dell’Hispania. Inoltre, il fratello e la sorella più grandi Arcadio e Pulcheria Teodosia.

All’età di due anni, il padre conferisce ad Onorio il titolo di nobilissimus puer e di console. Nel 391, dopo alcuni anni col padre a Roma, Flavio ritorna a Costantinopoli. L’anno seguente, la scomparsa dell’imperatore romano Valentiniano II e la decisione di Teodosio della nomina di Augustus d’Occidente, per Onorio.

Di fatto, il nuovo sovrano romano ottiene il potere imperiale, all’età di dieci anni. Nel 395, la decisione del padre sulla spartizione del Regno per i due figli, di cui: la parte orientale ad Arcadio e quella occidentale ad Onorio. In realtà, la divisione dell’Impero romano di Teodosio, si riferisce ad una questione amministrativa.

A tal riguardo, l’area occidentale di Onorio comprende il controllo dell’Italia, dei Balcani settentrionali, del Nordafrica e della Spagna romana. Per la giovane età dell’Augustus d’Occidente, il generale germanico Stilicone ottiene il potere imperiale, come reggente. Nel 398, il matrimonio tra Onorio e la figlia Maria del militare romano.

L’imperatore Onorio: le vicende del Regno d’Occidente

– prima parte –

Durante la carica imperiale di Stilicone, il militare respinge diverse invasioni di popolazioni barbariche. Anche la rivolta del generale romano Gildone, nei territori dell’Africa settentrionale, con la sconfitta nel 398. Qualche anno dopo, il monarca dei Visigoti Alarico I attacca l’Impero romano d’Occidente, con il successo militare di Stilicone.

Nel 402, la decisione di Onorio di spostare la capitale sovrana a Ravenna, poiché nell’antica Milano risulta troppo esposta ai nemici. Consegue l’esigenza del comandante romano Stilicone, di aumentare le difese territoriali per l’Italia. Nel 405, il condottiero ostrogoto Radagaiso invade l’Italia e causa la distruzione della città di Roma.

A fronte di ciò, il contrattacco militare di Stilicone fino alla vittoria romana e la resa del capo ostrogoto. Durante gli anni successivi, altri attacchi all’impero d’Occidente da usurpatori, di cui: Marco, Graziano e Costantino III. Dalle vittorie belliche del generale Stilicone consegue un aumento del potere politico, con le contrarietà del partito di corte, in opposizione agli accordi con i popoli barbari.

– seconda parte –

Alla morte del generale romano, il monarca visigoto Alarico I riprende gli attacchi militari all’Italia. Nel 408, la richiesta del sovrano germanico all’Augustus d’Occidente, di portare le milizie visigote in Pannonia, con i costi necessari. Ma il capo d’Occidente risponde con contrarietà, da qui la conseguenza del saccheggio di Roma dei Visigoti, nell’impotenza di Onorio a Ravenna.

Inoltre, il monarca visigoto con l’appoggio del Senato romano, sostiene l’ascesa al trono nella Città Eterna, di Prisco Attalo. Di fatto, con l’usurpazione al Regno romano, Onorio ottiene sei legioni dell’esercito d’Oriente e seguono dei tentativi di negoziati, con il sovrano germanico.

A fronte di ciò, l’annullamento di ogni possibile accordo, con le popolazioni barbariche e consegue il terzo assedio dell’Impero romano, dei Visigoti. Dallo scontro bellico la vittoria del monarca Alarico I e l’occupazione della Città Eterna. Nello stesso periodo in Gallia, la ribellione di Costantino III e le truppe del generale Costanzo III, che bloccano l’usurpatore al trono.

Tuttavia, la situazione in Gallia affronta periodi di squilibri e Costanzo III impedisce i rifornimenti alimentari ai Visigoti. A ragion per cui, i popoli germanici a causa della carestia ed assenza di cibo, accettano l’accordo di pace con i Romani. Dalla contrattazione di fine guerra, la liberazione dell’Imperatrice romana ed il ritorno nella propria città. Mentre ai Visigoti, una quantità di 600.000 misure di grano e l’acquisizione del territorio dell’Aquitania.

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