Tempi duri per la salute degli occhi: oltre agli stili di vita sbagliati, l’aumento dell’età e vari disturbi ormonali, anche i cambiamenti climatici influiscono sulla vista.

Da quanto emerge da recenti studi, l’inquinamento, l’aumento della media delle temperature ambientali, i fumi e le sostanze tossiche disperse nell’aria, contribuirebbero all’aggravarsi di alcune patologie oftalmiche: in particolar modo, tali eventi, sembrano infierire sulla Sindrome dell’occhio secco. Tale allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: i numeri inerenti alla Dry Eyes Syndrome (DES) risulterebbero preoccupanti, oltre che troppo sottovalutati dai servizi della salute. Si stima che, nel 2016, circa il 48% della popolazione adulta presentava i sintomi della sindrome.

La Sindrome dell’occhio secco si presenta come dolore oculare, rossore e secchezza. Essa è causata da anomalie del condotto lacrimale che comportano una disidratazione cronica della cornea e della congiuntiva. Le patologie correlate alla produzione di lacrime, insufficienti per garantire il mantenimento dell’occhio sano, sono destinate a peggiorare con l’arrivo della stagione estiva. Il “grande caldo” che ormai attanaglia il nostro pianeta, unito all’inquinamento ed alla concentrazione di polveri sottili nell’aria, può comportare un aumento dei disturbi legati alla secchezza oculare.

E’ stato dimostrato, spiegano gli esperti, che gli abitanti delle grandi città hanno maggiori probabilità di soffrire di DES rispetto agli abitanti delle zone rurali.

Lo studio

Le particelle inquinanti, spiegano gli studiosi, si depositano sulla cornea attivando un processo infiammatorio; quest’ultimo è causa di gravi danni alle ghiandole lacrimali ed alla superficie oculare. Nei casi peggiori può generarsi una ulcerazione della cornea, con conseguenti dolori e peggioramenti della vista.

Il National Institute of Healt statunitense ha pubblicato, nel mesi di Ottobre 2018, uno studio del National Eye Institute durato oltre tre anni; quest’ultimo evidenzia come, in presenza di scarsa umidità ed elevate temperature, i sintomi della Sindrome dell’occhio secco si aggravino. Lo studio è stato effettuato considerando le condizioni meteorologiche del territorio americano e, analizzando i dati, è emersa una crescita esponenziale dell’insorgenza della patologia negli ultimi vent’anni.

Lucio Buratto, Direttore Scientifico del Cios, il primo centro italiano dedicato all’occhio secco, ricorda che l’occhio è uno dei punti più complessi e delicati del corpo umano e va difeso adeguatamente. Il consiglio è quello di evitare l’esposizione diretta ai sistemi di condizionamento, così come ai luoghi particolarmente ventosi, utilizzare occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggi Uva e Uvb e limitare l’uso delle lenti a contatto, idratarsi sufficientemente aumentando l’assunzione di acqua e liquidi.

Gli specialisti consigliano inoltre a tutti gli Ospedali, ma specialmente a quelli che si trovano nelle grandi città, di prepararsi adeguatamente ai mesi estivi al fine di combattere gli effetti delle ondate di calore.

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