L’Argentina e la protezione lavorativa per la comunità T

L'1% dei posti di lavoro nella pubblica amministrazione saranno dedicati alle persone trans, transgender e non-binarie

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Una buona notizia per le persone transgender e crossdresser arriva nelle ultime ore dall’Argentina, diventando così un paese ufficialmente all’avanguardia per quanto riguarda l’inserimento e l’integrazione delle minoranze di genere all’interno del mondo lavorativo (qui la pagina del governo dedicata all’argomento). Grazie al decreto numero 721 pubblicato nel Boletin Oficial lo scorso 4 settembre, le persone con un’identità di genere non conforme con il sesso biologico assegnato alla nascita avranno diritto ad un ammontare pari all’1% di posti di lavoro riservati nella pubblica amministrazione (soprannominato con il termine in spagnolo cupo laboral trans).

Il decreto, che era approdato in parlamento per la prima volta nel 2018 con una proposta di legge poi naufragata, è stato firmato dal Presidente Alberto Fernández, dal Capo di Gabinetto Santiago Cafiero e dal Ministro delle Donne, Genere e Diversità, Elizabeth Gómez Alcorta. Un passo avanti molto importante che non impone ai e alle candidate di aver compiuto completamente il percorso di transizione o il cambio dei dati anagrafici sui documenti.

Una norma simile era già stata approvata ed entrata in vigore nel 2015 solo a livello locale, nella provincia della capitale Bueonos Aires (all’epoca 1 lavoratore transgender o non-binario ogni 100 lavoratori cisgender). Questo tipo di norme sono sempre di più adottate dalle istituzioni per lottare e trovare una soluzione contro uno dei problemi principali che colpisce le minoranze sessuali in tutto il mondo, quello della disoccupazione, soprattutto per le persone transessuali, crossdresser e non-binarie.
La necessità della nuova norma è dimostrata anche dai dati forniti negli scorsi mesi da CCGLAR (una sorta di camera di commercio composta da aziende gay friendly in Argentina) che ha rilevato come almeno 1 lavoratore su 4 appartenente ad una minoranza sessuale o di genere abbia subito discriminazioni durante la propria vita lavorativa.

Una legge simile a quella entrata in vigore in Argentina nelle scorse ore era stata approvata lo scorso 18 ottobre 2018 dal governo dell’Uruguay, ottenendo ottimi risultati.

Donna transgender manifesta per il diritto al lavoro
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