sabato, Aprile 13, 2024

L’antropologia storica di Jacques Maritain

Jacques Maritain è un filosofo francese. Nasce a Parigi nel 1882 e muore a Tolosa nel 1973. Di famiglia protestante, si converte al cattolicesimo. Maritain analizza i rapporti tra la persona e la società, affermando che l’uomo non si esaurisce nel sociale e che la società è per le persone e non le persone per la società. L’antropologia di Jacques Maritain è storica. Il bene comune non si riduce al benessere materiale. Bensì si inserisce nella costruzione della società che favorisce la promozione dell’uomo.

L’umanesimo integrale di Maritain

L’antropologia di Jacques Maritain è storica. Infatti, egli parla di ‘umanesimo integrale’. Si chiede: “Che cos’è l’uomo?”. Quindi, denuncia l’antropocentrismo che si afferma nel pensiero moderno. Esso ha portato ad una visione centristica. Si arriva allo ‘scientismo’, che porta alla perdita del fondamento, come è successo per il marxismo (fondamento è la prassi). Ci si domanda: “Cosa ne è dell’uomo?”. L’uomo è una molecola della società, una molecola politica.

La Psicoanalisi, dal punto di vista strettamente filosofico, ha considerato l’uomo come un serbatoio di energie, determinato dalla libido. Per cui l’uomo viene ridotto. E la visione dell’uomo si perde. Per Maritain l’uomo è inumano. Egli prende posizione, acquisendo una struttura ontologico- metafisica dell’uomo. Quest’ultima si caratterizza per l’affermazione iniziale: ‘l’uomo è persona’. L’opera “L’educazione al bivio” esprime il principale concetto su cui insistere, che è la persona umana. Essa ha la potestà sui suoi atti: capacità di gestire se stesso.

Spontaneità e indipendenza

In Maritain è presente la ‘spontaneità e l’indipendenza’, presentata attraverso quattro gradi:

  • il primo grado rappresenta i corpi fisici come sostanze corporee non viventi. Ricevono azioni da altri, ma in essi manca la vita;
  • nel secondo grado, gli essere viventi hanno attività immanente;
  • nel terzo grado, gli esseri senzienti hanno un’attività immanente e forma di conoscenza sensitiva, che però non arriva alla libertà;
  • nel quarto grado, si configura la capacità di autodeterminarsi.

Maritain ha fiducia nell’intelligenza umana. Ma non è una fiducia illimitata. Infatti, vede l’uomo nella sua giusta misura, nella sua luce di grandezza e miseria.

Rapporto tra intelletto ed essere

Il filosofo rifugge da quelli che considera due errori: la separazione cartesiana e l’identificazione per l’idealismo.

Il rapporto dell’intelletto con la cosa fa sì che l’intelletto diventa la cosa. Così egli parla di identificazione a livello personale. In tal modo, il rapporto tra intelletto e essere diventa ‘l’’ altro e non ‘altro’, perché altrimenti sarebbe un terzo. La conoscenza umana avviene attraverso l’universale. Il sapere è ‘conoscere per sapere’. L’uomo dovrebbe vedere se stesso come oggetto, ma è impossibile. Può conoscere: l’essere, i principi logici e metafisici, e quelli trascendentali. Da una visione sintetica si passa ad una visione analitica.

Concetto di libertà

Maritain distingue una libertà iniziale da una libertà terminale. La libertà iniziale è il libero arbitrio. Scaturisce dalla natura stessa della volontà, ma la volontà umana sopravanza i beni parziali, rimane libera e si autodetermina. La libertà consiste nell’autodeterminarsi, tende al bene totale attraverso la scienza. La libertà terminale è la realizzazione piena della personalità umana, in senso morale, ma è Dio. Quindi si avrà quando l’uomo si unirà con Dio. Ma finché l’uomo sarà viatore non raggiungerà.

L’uomo è libero, ma lo deve diventare. Per questo c’è tanto cammino da fare.

Il male

Davanti alla condizione di miseria dell’uomo, per Maritain è necessario evitare due atteggiamenti sbagliati:

rassegnarsi ed accettare la situazione come si presenta;

rifiutarla.

Bisogna trascendere la condizione umana con la grazia. Viene fuori il problema del male. Il male si identifica con la privazione dei beni. È una mancanza che si trova in un soggetto. Deriva da una libertà fallibile. Maritain interpreta la frase del Vangelo di Giovanni ‘senza di me non potete far nulla’, come ‘senza di me potete fare nulla’. Cioè, ‘nientificare’, introdurre nell’atto e nell’essere quel nulla che lo offende.

La società per realizzare la natura dell’uomo

Ancora una volta, si riscontra che l’antropologia di Jacques Maritain è storica. Infatti, egli parla di ‘umanesimo integrale’. Si chiede: “Che cos’è l’uomo?”.

L’uomo, per realizzare la sua natura, ha bisogno degli altri. Realizza la sua natura nella società, che è un tutto formata da tanti tutti. L’uomo vive in società per:

  • bisogno, perché è limitato, e per realizzare le sue possibilità ha bisogno di altri simili;
  • dono, perché la sua persona è fondata sullo spirito presente in lui. Quello che possiede desidera comunicare secondo la regola della sovrabbondanza.

La socialità viene risolta dall’uomo nella città ecclesiale. Così l’uomo è parte della comunità politica. Ma ci sono istanze che lo Stato non può soddisfare. La ricchezza che l’uomo possiede dentro è qualcosa di superiore per arrivare a Dio. E’ una visione della società che non si esaurisce nello Stato.

Il bene comune è il bene individuale; è superiore al bene individuale se si rispettano i valori della persona, che realizza se stessa.

Dello Stato, ha una visione organicistica. Quindi, lo Stato è totalitario. Per Maritain, l’uomo non è solo parte, ma è oltre la comunità politica. La società è per l’uomo, e non l’uomo è per la società. Allora, l’uomo trova se stesso subordinandosi al gruppo.

Conclusioni

La società di Maritain è personalistica, infatti riguarda la società come un tutto di persone. È comunitaria poiché riconosce che la persona tende per natura alla comunione. Come pure è pluralistica. Ancora, è teistica o cristiana. Infatti, riconosce nella realtà delle cose Dio, principio e fine di tutte le cose.

Questa visione politica rimanda a chi la fonda, alla radice. Sembra essere qui la grandezza di Maritain. Ha dialogato con i suoi tempi e con i tempi precedenti a lui.

https://www.periodicodaily.com/albert-camus-la-coscienza-delluomo-nella-sua-essenza/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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