Albert Camus: la coscienza dell’uomo nella sua essenza

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Albert Camus è uno scrittore e filosofo francese del 1900. Anche noto come giornalista e saggista, il letterato partecipa attivamente alla vita politica del suo Paese. Un modello di un’epoca tumultuosa che riesce a descrivere, esortando il lettore alle riflessioni sulla coscienza dell’esistenza.

Albert Camus chi è?

Lo scrittore nasce a Dréan (Algeria) il 7 novembre 1913, in una famiglia dalle umili origini. I genitori Lucien Camus (fornitore di uva) e Catherine Sintès discendono dai coloni francesi europei e vivono in condizioni di povertà. Alla scomparsa del padre, Albert, la nonna e la madre decidono di trasferirsi e raggiungono Algeri, dove il ragazzo completa la formazione scolastica. In seguito, Camus frequenta il percorso accademico di filosofia presso l’Ateneo di Algeri, dove l’insegnante André de Richaud diviene sua guida letteraria ed amico. Da qui, il professore trasmette la passione della scrittura allo studente, che mantiene per tutta la vita. Nel 1930, Camus contrae la tubercolosi e deve rinunciare all’ambizione del teatro ed alla pratica sportiva, poiché all’epoca tale malattia veniva ritenuta senza cure. A fronte di ciò, Camus prosegue e conclude gli studi accademici da privatista, con il conseguimento della laurea nel 1936.

Albert Camus: la carriera

Nel mezzo degli anni Trenta, Albert Camus aderisce all’Antifascismo e sostiene il Partito Comunista Francese abbracciando il pensiero di Karl Marx. Ma dopo continue discussioni con i colleghi di partito, il letterato subisce pesanti critiche che lo costringono ad abbandonare il movimento politico. A livello professionale Albert Camus si occupa di critica letteraria per diverse testate giornalistiche. Inoltre, lo scrittore collabora con l’Istituto di meteorologia di Algeri, dove gestisce aree di cronaca e critica per due riviste, la “Sud” e “La Revue Algérienne”.

Dall’assunzione come cronista per l’”Alger-Republicain” il giornalista riscontra problemi legali per avere riportato un articolo, con la denuncia al disagio economico del territorio algerino. Da qui, il capo delle colonie del Nord Africa si oppone all’attività dello scrittore, che viene licenziato. Dal 1940, il filosofo raggiunge la Francia, dove trova un nuovo impiego presso il giornale del “Paris-Soir”, ma la collaborazione si conclude dopo un anno. A fronte di ciò, lo scrittore ritorna ad Algeri con la compagna Francine e lavora come insegnante presso i Cours Descartes, un riformatorio giovanile.

In seguito a causa della tubercolosi, il filosofo ritorna in Francia e diviene membro della casa editrice Gallimard. A fine guerra, Camus esprime e diffonde il suo pensiero filosofico sull’unione tra uomo e dignità. Tra i pochi ad opporsi apertamente al Fascismo, con la divulgazione delle proprie idee anche nei testi di diverse opere letterarie. Nello stesso periodo, Camus si occupa di alcune opere della pensatrice Simone Well, che segue come modello di pensiero e nel 1957 riceve il Premio Nobel per la letteratura.

Seguono le pubblicazioni di numerosi articoli dello scrittore, sull’Anarchismo filosofico, dove in primo piano emerge una libera interpretazione del dissenso ai movimenti libertari. Poi al centro della filosofia di Camus, in primis lo studio dei tumulti dell’animo umano, nei confronti dell’esistenza. Unica soluzione per il letterato è la consapevolezza del solo esistere, coscienza che si riflette sull’uomo nell’esperienza di vita propria, come conseguente reazione. Dopo una lunga malattia la scomparsa del filosofo nel 1960.

Le opere

Tra gli scritti del filosofo, si ricordano: Lo straniero, La peste, La caduta, La morte felice, Il primo uomo, L’esilio e il regno, Metafisica cristiana e neoplatonismo, Il rovescio e il diritto, Nozze, Miseria della Cabilia, Il mito di Sisifo, L’estate, L’uomo in rivolta, Riflessioni sulla pena di morte ed altri.