Lamborghini LM002: le origini curiose del gippone del Toro

Vi raccontiamo la storia di uno dei progetti più assurdi della casa di Sant'Agata Bolognese

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lamborghini lm002

La Urus non è il primo SUV prodotto dalla Lamborghini, preceduto di un ventennio abbondante dal LM002. Questo gippone dalla forma squadrata monta il motore V12 della Countach, il cambio ZF e ha l’aspetto (e le dimensioni) di un carro armato. Sulle sue origini c’è una storia assai curiosa, da raccontare. Preparate un caffè e mettetevi comodi: qui vi raccontiamo le vicende che hanno trasformato questo bizzarro mezzo in realtà.

Qual è la storia della Lamborghini LM002?

Facciamo un passettino indietro, agli anni 70. BMW stava creando la divisione “stradale” della M, e stava progettando l’idea di una jeep estrema. La vettura, dalla denominazione M1, doveva essere realizzata proprio da Lamborghini, con un forte sostegno finanziario da parte del governo italiano. L’occasione per indirizzare il progetto venne data dalla US Army, la quale aveva indetto una gara d’appalto per un nuovo mezzo di trasporto leggero. Le Jeep stavano diventando obsolete, e bisognava sostituirle. Lamborghini aveva partecipato all’appalto con il progetto Cheetah, che prevedeva l’impiego del motore V8 Chrysler da 360 pollici cubici (motore che è rimasto in produzione fino ai primi anni 2000, con la Wrangler) montato in posizione posteriore. L’idea non convinse gli statunitensi, perché il peso e la posizione del propulsore dava problemi di stabilità. E fu così che preferirono la proposta, più convenzionale, della AM General (il futuro Humvee, divenuto in seguito Hummer). Con la perdita della commessa americana, BMW perse interesse nel progetto, e ruppe l’accordo con Lamborghini. In seguito, il nome M1 venne riutilizzato per la celeberrima supersportiva, il cui design porta la firma di Giorgetto Giugiaro. Il Toro non abbandonò l’idea del gippone, e negli anni 80 riprese il progetto. Spostando il motore in posizione anteriore, con il V12 mutuato dalla Countach, la “Rambo Lambo” fece il suo debutto nel 1986. Aveva 414 CV, cosa che rendeva questa la 4×4 più potente dell’epoca. Il cambio è un manuale a cinque rapporti, con riduttore. Il motorone della Countach permette a questo mastodonte da tre tonnellate di raggiungere i 195 Km/h, e di raggiungere i 100 Km/h da fermo in 7.7 secondi. Un esemplare oggi può valere fino a 250 mila euro.


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