Laika omaggia Gino Strada con una nuova opera d’arte

0
652
laika gino strada

Le lacrime di Kabul (Omaggio a Gino Strada): così si chiama l’opera della street artist Laika. Il murales è apparso nella notte di Ferragosto a Roma, all’angolo tra via Biancamano e via Andrea Provana. La nuova creazione ritrae un bimbo afghano che si rivolge al fondatore di Emergency, dicendo di avere paura per sé e per il suo Paese.

L’opera di Laika

L’ultima opera di Laika rende onore al compianto Gino Strada. Lo fa rappresentando un bimbo afghano con la testa fasciata, una benda sull’occhio destro, che si rivolge al fondatore di Emergency dicendo “Gino, ho paura”, come si evince dal contenuto della nuvola fumettistica. Il piccolo individuo rappresenta non solo i suoi timori, ma anche quelli di un Paese intero, l’Afghanistan. Non a caso l’opera si chiama Le lacrime di Kabul, dal nome della capitale dello Stato, tornato sotto la minaccia dei talebani. Le lacrime del bimbo assumono i colori della bandiera afghana. All’interno del poster ci sono numerose frasi celebri di Gino Strada, a cui Laika, da sempre a sostegno dei diritti dei più deboli, vuole rendere omaggio. Con questo lavoro, l’artista intende comunicare le sue preoccupazioni sulla situazione in questa zona.


Afghanistan: talebani annunciano la nascita dell’Emirato Islamico


Laika su Gino Strada

Laika ha dichiarato che nessuno più di Gino Strada può avere avuto idea di ciò che è stata la vita in Afghanistan negli ultimi vent’anni” . “Un paese nel quale ha vissuto in totale sette anni della sua vita e che oggi torna ad essere al centro dell’attenzione internazionale come totale fallimento degli Stati Uniti e dei paesi NATO, compresa l’Italia. Non posso immaginare – prosegue l’artista – cosa stia vivendo quel popolo in questo momento, però so che in Afghanistan non potranno più contare su un uomo che per quel paese ha dato tanto e che ha regalato al mondo un’organizzazione come Emergency che, nella sua storia, ha curato gratuitamente più di 11 milioni di persone. Gino Strada è un uomo dalla parte giusta della Storia e tutti noi non possiamo che dirgli grazie”.