La vera importanza di chiamarsi Mario Draghi

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Quando Oscar Wilde scrisse “The Importance of Being Ernest” tradotto in italiano “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, mise nero su bianco il concetto di reputazione. Reputazione intesa non come definizione del termine in sé, ma come qualcosa che arriva prima della persona e che può essere negativa o positiva. Alla fine è anche il nome che fa la differenza e in politica vale lo stesso. La vera importanza di chiamarsi Mario Draghi è che ora il nostro Paese può essere ben visto tra i vari player del mercato internazionale.


Draghi e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza


Qual è la vera importanza di chiamarsi Mario Draghi?

Sicuramente Mario Draghi ha alle spalle un percorso politico europeo e non solo, molto importante. Quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha scelto aveva ponderato bene la propria decisione sapendo che Draghi sarebbe stato la figura di cui l’Europa si sarebbe fidata. L’ex Presidente della BCE, subito dopo aver assunto l’incarico di Premier, si è rivelato un toccasana per lo spread del nostro Paese. +12,6 punti rispetto alla settimana precedente quando il Governo Conte-ter non era andato in porto. La figura di Draghi ha trasformato lo stato d’incertezza generale dell’Europa nei confronti dell’Italia, in men che non si dica. Grazie alla sua credibilità e al suo operato tempestivo, il Presidente del Consiglio ha garantito i fondi europei. Ora non ci si può permettere di perdere tempo. È invece necessario cercare di risollevare le sorti economiche del nostro Paese.

Moreno Zani: “L’economia italiana ha gradi margini di crescita”

Moreno Zani è il fondatore e Presidente di Tendercapital che è tra le più importanti società internazionali indipendenti che si occupano di gestione del risparmio. Riguardo “all’effetto Draghi”, ha detto: “L’Italia ha un’occasione unica per aumentare le stime del PIL 2021 e per dare alla Borsa italiana un’accelerazione che potrebbe portarla ad essere tra le migliori fra i mercati europei. Grazie ai fondi del Recovery e al cosiddetto “effetto Draghi”, il nostro Paese può puntare a diventare, nei prossimi anni, fra le economie più credibili e solide dell’Ue. In termini di crescita e di sostenibilità del debito in rapporto al deficit debito/PIL che a fine anno si attesterà al 160%. Secondo gli analisti la situazione italiana è studiata con attenzione. È parere pressoché univoco che la credibilità del premier Draghi, unita ai 248 miliardi di euro dei quali beneficerà l’Italia, produrranno una sorta di effetto “fionda” che proietterà l’economia italiana a un +4,7% di PIL nel 2021″.

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