lunedì, Marzo 4, 2024

La frustrazione che fa bene

La frustrazione è uno stato dell’organismo quando la soddisfazione dei suoi bisogni è ostacolata. E’ importante che gli individui in età evolutiva imparino a gestirla. E anche a sopportarla, per consentire di portare a termine le proprie sfide e creare fiducia e capacità di agire. Parliamo della ‘frustrazione ottimale’, cioè frustrazione adeguata all’età, altrimenti si può sviluppa un disagio nella personalità dell’individuo.

I ‘no’ e la frustrazione

La frustrazione fa bene. E’ sperimentata fin da neonati quando, ad esempio, i ‘no’ dei genitori hanno una funzione strutturante. Sia quando si dicono sia quando si accettano. Come pure quando lo si accoglie dopo che il bambino lo ha pronunciato. Dire ‘no’ serve ai bambini a crescere sviluppando dei limiti e regole. E anche ad abituarsi al mondo. Si tratta della ‘frustrazione ottimale’, che permette l’equilibrio tra il ‘troppo poco’ e il ‘troppo sostegno’ da parte dei genitori.

Il termine ‘frustrazione ottimale’ è attribuito allo psicoanalista americano Heinz Kohut, e risale al 1971.

I genitori hanno le migliori intenzioni quando si sostituiscono ai figli nell’eliminare gli ostacoli. Ma ciò si ritorce contro i figli. Questi ultimi vanno amati e sostenuti dai genitori. In tal modo, i figli sono incoraggiati ad affrontare le sfide.

I bambini devono comprendere che nel mondo non esiste nessuno che dirà loro sempre ‘sì’. Lo capiranno un po’ alla volta, in modo da non soffrire in maniera eccessiva.

La mamma sufficientemente buona e la frustrazione ottimale

Per lo psicoanalista Donald Winnicott, la mamma ‘sufficientemente buona’ è quella attenta ai bisogni del bambino, pronta a soddisfarli senza allungare la frustrazione. Dunque, accudisce il figlio dosando opportunamente il livello della frustrazione che il bambino subisce. Ciò avviene mentre si costruisce uno spazio dove il neonato è sicuro e soddisfatto. Deve essere capace di far sperimentare al bambino quelle ‘frustrazioni ottimali’, in grado di accettare ed elaborare, relativamente al livello di sviluppo raggiunto.

La vita facile

Per i soggetti in età evolutiva, la vita può risultare complessa. E i genitori possono tendere a rendere loro la vita facile. Mentre essa deve essere adeguatamente impegnativa. Il rischio è di non aver sviluppato le capacità di gestire le avversità.

I figli sanno che i genitori intervengono solo quando un compito o una situazione divengono devastanti dal punto di vista emotivo o cognitivo.

Genitori tra il ‘troppo poco’ e il ‘troppo sostegno’

I genitori possono trovarsi lungo un continuum che può andare dal non prendersi cura di loro, dell’arricchimento e sostegno per sviluppare al meglio le capacità innate, fino al rimuovere tutti gli ostacoli sul percorso dei figli.

Le conseguenze per i comportamenti estremi corrispondono ad una vita piena di frustrazioni, affatto ottimali.

Promuovere la frustrazione ottimale

Esistono modalità per promuovere la frustrazione ottimale. Ad esempio, per i bambini più piccoli, regalare loro un giocattolo adatto all’età e lasciare che lo capiscano da soli. Ai più grandicelli, si può affidare un compito ragionevole per l’età, che aumenta gradualmente per complessità. In tal modo, si aumenta la responsabilità.

Lo psicoanalista e docente di psichiatria, presso la Georgetown University School of Medicine, Kurt Ela afferma che è controproducente per la crescita svolgere i compiti al posto di un bambino di qualsiasi età. Dunque non vanno risolti problemi e trovate soluzioni al loro posto.

Conclusione

Sappiamo come le emozioni negative e quelle positive fanno parte della vita. I bambini crescono attraversando e sperimentando tali emozioni. Essi sono affiancati da adulti che li supportano in maniera empatica. Gli ostacoli e i problemi rappresentano una spinta per mettersi alla prova per i soggetti che stanno crescendo. I genitori sono la ‘base sicura’, cioè la base da cui un bambino parte per esplorare il modo e a cui poter far ritorno nei momenti di ostacoli e avversità.

https://www.periodicodaily.com/la-frustrazione-e-il-conflitto/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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