La fortuna di un buon sostegno a scuola

Questa settimana riapre la scuola, chi comincia un nuovo ciclo vive quei momenti di apprensione tipici del salto nel vuoto. Non si sa che compagni si avranno, che insegnanti gestiranno la classe e come andrà il nuovo anno.

Leggi Calendario scolastico 2019/2020: quando riaprono le scuole in ogni regione

Tuttavia, c’è una categoria di alunni che è in ansia più di altri: i bambini certificati.

Oltre alle comuni preoccupazioni si aggiunge: come e chi farà il sostegno, sarà un insegnante di ripiego o un insegnante certificato per il bisogno speciale specifico; la classe lo includerà o escluderà; gli altri genitori saranno comprensivi e ci includeranno; il PEI il PDP, i piani didattici personalizzati, riusciranno a portare a qualifica?

Leggi il nostro Come chiedere il sostegno

La storia del sostegno in Italia inizia negli anni ’70 con l’inclusione delle classi normali dei ragazzi con bisogni speciali, dando il via alla categoria del sostegno. SI parla di anni in cui i disturbi dell’apprendimento, l’iperattività, l’autismo non esistevano, e gli studenti erano tutti uguali oscillando sull’asse più / meno veloci a capire, socializzare, crescere.

Tempi diversi, in cui gli alunni, senza telefonini e televisione, avevano tempi di attenzione maggiori ad ora, e gli insegnanti dividevano i problemi scolastici in solo due categorie: alunno studia / non studia. Tempi in cui i genitori si fidavano del lavoro degli insegnanti e viceversa, e c’era un equilibrio scuola / casa di successo.

Noi genitori di adesso siamo i figli di quel tempo, siamo noi i bambini divisi in studia / non studia, sgridati a scuola e poi a casa dai genitori. E cosa abbiano prodotto? Una società che non si fida delle istituzioni e iper protegge i figli. Forse proprio perché nessuno all’epoca proteggeva noi. Possiamo biasimarci?

All’interno di questo quadro, il sostegno ad oggi in cosa è cambiato?

Leggi i nostri articoli Interpellanza parlamentare per il sostegno, Cosa cambia per il sostegno

È cambiato: l’attenzione ai casi specifici, dando un nome preciso ogni diversità dalla norma, per cui gli alunni non sono più monelli o svogliati ma sono iperattivi, con disturbo dell’attenzione, dislessici et.c.. tutti indistintamente sono ascoltati per quello che sono e si cerca di fare un insegnamento il più individualizzato possibile.

Non è cambiato: il modo in cui si assegna un insegnante ad ogni bambino con certificazione, in quanto le graduatorie da cui attingere ancora non sono strutturate per disturbi specifici.

Non esiste, quindi, la graduatoria per l’autismo, quella per i disturbi dell’apprendimento e via dicendo. Non esistono graduatorie che assegnagno più punti per i corsi specifici fatti per il sostegno specifico, o, ancora, che si venga scelti per competenze.

La continuità, ovvero il fatto di poter avere gli stessi insegnanti da un anno all’altro, non è la norma, anche se c’è stato un disegno di legge autismo che la prevedeva.

Per cui il sostegno è diventato una questione di fortuna.
“Sono stata fortunata ho trovato una maestra che ha fatto corsi sull’autismo”, “Sono fortunata sono riuscita a dire la mia nella scelta della cooperativa dove assumere gli educatori”.

Oltre ad essere fortuna, il sostegno ad oggi è frutto di lotta dei genitori.
“Ho lottato un anno intero e finalmente possono includere mio figlio sul pulmino con la nonna come accompagnatore”, “Dopo litigate ogni giorno siamo riusciti a farlo stare a casa il venerdì pomeriggio anche lasciandolo al pranzo”. Quest’ultima, la spiego meglio, è una cosa non da poco per chi lavora. In molte scuole, c’è il divieto di stare a pranzo per chi non usufruisce del pomeriggio, ma ciò si traduce nel dover prendere il bambino alle 12:00 invece che alle 13:30, e non tutti possono stare a casa da lavoro, pur usufruendo della 104.

Il diritto a salvaguardare il proprio posto di lavoro anche se si usufruisce della legge 104, non è sempre tutelato. Spesso ai genitori di studenti con disabilità viene chiesto di tenere i bambini a casa durante gli opzionali per non sovraccaricarli, causando problemi organizzativi.

Non da ultimo il sostegno è il giorno dopo giorno degli insegnanti che cercano di fare del loro meglio senza spesso avere una preparazione specifica, che si innamorano dei loro casi e lottano per fare loro avere il meglio contro la ruggine scolastica.

In fine avere un buon sostegno evita numerosi problemi sociali:
1- I genitori sono più tranquilli e lasciano lavorare meglio la scuola.
2- La scuola non è costretta a chiedere ai genitori “di tenere il figlio a casa durante gli opzionali perché se no si sovraccarica” lasciando ai genitori il diritto a lavorare.
3- I bambini imparano e possono aspirare a trovare il loro posto in società, piuttosto che dipendere tutta la vita dalle sovvenzioni pubbliche. Cosa che aiuta l’autostima personale e il livello di questa società consumista.
4- Gli insegnanti lavorano meglio e con maggio profitto.

Auguriamo a tutti, bambini, insegnanti, genitori e dirigenti il miglior anno scolastico di sempre e il più fruttuoso per tutti.

Francesca Tricarico
Francesca Tricaricohttps://www.associazioneilari.it/blog/huston-abbiamo-1-problema
Laureata in Linguistica a Milano, mamma di un ragazzo Asperger, mi occupo di raccontare la neuroatipicità in diversi canali: nel mio blog Hustonabbiamo1problema, nel sito www.associazioneilari.it e tramite l'edizione di giornali e brochure informative come ad esempio "AtipicaMente - pensieri atipici in movimento". Insegno presso il Master Educatore Esperto alle Disabilità Funzionali e Multifunzionali dell'università di Verona, modulo "Autismo testimonianze operative", occupandomi di raccontare le famiglie con disabilità dall'interno. Autore di AtipicaMente pubblicazione di Associazione Genitori I Lari che da voce alle persone neuroatipiche e a chi le affianca in modo etico.

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