Il sostegno a scuola: indicazioni per conoscerlo e richiederlo

Anatomia del sostegno, cos'è, come richiederlo e le nuove normative.

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Teacher with student

L’inizio del nuovo anno scolastico è alle porte. Un discorso completo sul sostegno va innanzitutto declinato nei vari ordini scolastici, a partire dal nido fino all’università. Questo perché sostegno è specificamente scolastico, e quindi, si ottiene allorché i bisogni speciali di un bambino rendono insostenibile per le insegnanti portare avanti il loro lavoro quando il bambino in questione è presente, necessitando lui di aiuti specifici individuali che toglierebbero al resto della classe.

Ciò significa che se un bambino o una bambina non dà problemi nella gestione della classe e apprende nella media, senza interferire né da un punto di vista cognitivo o fisico o di mobilità ridotta con il rapporto insegnate/numero di bambini assegnati per classe, lui o lei possono non avere il sostegno, anche se in presenza di disturbi come la sindrome di Asperger. Questa sindrome, ad esempio, porta a grandi problemi interiori nella gestione del proprio rapporto col mondo esterno, tuttavia può sfuggire anche fino alle medie se la persona in questione non interferisce con le normali pratiche e abitudini della gestione della classe. Questo purtroppo può succedere ed è successo.

Detto questo, il sostegno dipende dal tipo di bisogno speciale e dal momento della scoperta di esso e della diagnosi. Le sindromi note durante la gravidanza o nei primi mesi, o le riduzioni sensoriali e motorie, hanno un certificazione medica che dà diritto ad un aiuto anche al nido, nel caso serva, ma è gestito a livello locale e regionale.

In talune regioni italiane, tra cui il Trentino alto Adige, dai 20 ai 26 mesi del bambino, all’incirca due anni, tutti vengono sottoposti dai pediatri alla CHAT, un test predittivo di autismo, in modo da abbassare l’età di intervento. In questi casi tutto l’iter per il successivo sostegno a scuola, viene gestito direttamente, se è il caso, durante il processo di valutazione di secondo livello in cui si conferma il sospetto evidenziato dalla CHAT.

Leggi di più sull’argomento Autismo: scoprire i primi segni.

La maggior parte delle problematiche, soprattutto quelle neuropsichiatriche, i cosiddetti disturbi generalizzati dello sviluppo (autismo, iperattività, disturbi dell’attenzione, della coordinazione del movimento o del linguaggio) insorgono con l’inizio della scuola materna, ovvero allorché un bambino è messo in un contesto sociale costellato di regole, alle quali mostra di non riuscire da attenersi.

L’iter solitamente vede le insegnanti che comunicano ai genitori le problematiche riscontrate invitandoli ad una visita specialistica. Tale visita si compie da un neuropsichiatra, nei casi sopra, o dal medico specializzato nel disturbo riscontrato, in caso di altre problematiche e dà il via, se è il caso, alla redazione del profilo di funzionamento di cui parleremo nei paragrafi sotto. bambini arrivano quindi alla scuola primaria con l’iter per il sostegno già percorso nella valutazione di cui abbiamo parlato.

Il certificato che i medici producono da portare al dirigente scolastico per avere il sostegno in prima elementare è:

  • un semplice certificato in carta intestata controfirmato dal dottore con la diagnosi
  • una cosa diversa dalla Legge 104 e va richiesto a parte
  • solitamente l’iter conclusivo del profilo funzionale ma può essere fatto mentre il profilo funzionale è in corso

Ci sono disturbi che non si notano all’asilo o che necessitano di raggiungere l’età scolare per essere individuati, stiamo parlando quindi della scuola primaria, le elementari.

Essi possono essere i disturbi di cui sopra che sono per qualche motivo sfuggiti all’asilo o i cosiddetti Disturbi Specifici dell’Apprendimento, più comunemente chiamati DSA, ovvero dislessia (difficoltà a leggere), discalculia (difficoltà a capire il funzionamento astratto della matematica), disgrafia (difficoltà a produrre una grafia scritta comprensibile), disortografia (difficoltà a capire le regole di costruzione delle frasi o delle parole, tipo A con e senza H)).

Vero o falso sui DSA

  • sono chiamati disturbi SPECIFICI perché si diagnosticano in assenza di altri disturbi. Quindi ci si trova davanti ad un bambino tipico in tutto, intelligente nella media, senza problemi famigliari o sociali specifici, senza nessuna altra diagnosi, che hanno disturbi nell’area specifica del DSA e niente altro.
  • non sono una disabilità gestita dalla Legge 104-92, ma hanno una loro normativa specifica la Legge 170-10 (leggi il testo qui)
  • non hanno la maestra di sostegno, ma possono avere gli strumenti compensativi (calcolatrici, regole diverse per i compiti in classe, quaderni differenti etc..)
  • hanno un PDP ovvero Piano Didattico Personalizzato, redatto dagli insegnanti secondo un modello scaricabile da sito del MIUR, in modo individualizzato nei metodi ma non gli obiettivi rispetto al resto della classe.

IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO

Riprendiamo un discorso lasciato in sospeso e cioè il profilo di funzionamento che sostituisce diagnosi e profilo dinamico funzionale. Esso è redatto in seguito all’accertamento di una atipicità, chiamata disabilità, da parte di una unità di valutazione multidisciplinare nell’ambito del SSN, dove è sempre presente il neuropsichiatra o il medico di riferimento per la patologia e almeno due figure appartenenti alle professioni sanitarie (logopedisti, neuropsicomotricisti, psicologi etc..). Tale documento è essenziale per l’integrazione scolastica e la redazione del Piano Educativo Personalizzato – PEI che differisce dal PDP perché pone obiettivi diversi dal resto della classe.

Tale profilo è redatto assieme anche a genitori e al ragazzo stesso in caso sia più grande, una grande conquista dei genitori e della persona coinvolta nel suo stesso piano educativo. Tutto ciò è in regola con le finalità di sviluppo metacognitivo, cioè di imparare ad autogestirsi il proprio percorso, su cui basano i nuovi programmi scolastici.

Se vuoi approfondire leggi Decreto Inclusione: cosa cambia per il sostegno.

Se non insorgono altri disturbi durante gli anni delle elementari, o se il bambino/bambina riesce a cavarsela da solo senza destare attenzione particolare, possono passare anche tutti gli anni delle elementari senza diagnosi.

La Legge 104-92 che tutela l’integrazione e il supporto ai genitori non è di per sé il sostegno, ma vanno inoltrare le pratiche di cui abbiamo parlato sopra, cioè il certificato medico da portare alla Dirigenza Scolastica e il Profilo di Funzionamento.

LE FIGURE DEL SOSTEGNO

Come da legge 104-92 le figure del sostegno sono tre:

  • l‘insegnante di sostegno specializzata nella parte didattica, con laurea specifica per l’insegnamento e specializzazione sostegno
  • l’educatrice per la parte comportamentale e delle autonomie, con laurea triennale di Scienze dell’Educazione
  • l’assistente alla comunicazione un operatore che facilita la comunicazione dello studente e la sua attività di relazione. Va richiesta entro luglio alla scuola e deve essere segnalata fra le indicazioni del profilo di funzionamento. Non è solo per le disabilità sensoriali come sordità o mutismo o disturbi della vista, ma per tutti.

IL SOSTEGNO ALLA SECONDARIA: MEDIE e SUPERIORI

E’ difficile, ma non impossibile, scoprire dei disturbi alle superiori. In tal caso, l’unica differenza con i cicli precedenti è che se siamo in presenza di maggiorenni non è più il neuropsichiatra il riferimento, ma gli psichiatri del SSN in caso di autismo, ADHD o sindromi correlate.

Di solito, chi sfugge prima, con l’arrivo dell’adolescenza, raramente riesce a tenere nascosto il disturbo, chi ha autismo o altre sindromi neuropsichiatriche, mostra nuovamente dei segni particolari che destano sospetti perché atipici.

Ricordiamo che ogni nuovo ciclo scolastico necessita di un nuovo certificato medico da portare alla dirigenza scolastica, in quanto il sostegno dura solo un intero ciclo (tutta la materna o tutte le elementari o medie e cosi via).

Siccome quasi ovunque in Italia ci sono i test per scoprire in anticipo i DSA, è raro, ma non impossibile, ricevere tale diagnosi alle medie o alle superiori. Ad ogni modo vale tutto come alle elementari.

Stessa cosa per gli altri disturbi annoverati nella Leggi 104. Se non ancora scoperti, ci si rivolge ai servizi di neuropsichiatria o al medico competente per il disturbo, o se già scoperti dobbiamo ricordarci di rinnovare il certificato.

Unica cosa a cui prestare attenzione è che il PEI sia conforme e abilitante per gli obiettivi inclusi al conseguimento del diploma. Se il PEI non contiene gli obiettivi minimi per poter conseguire il diploma potrebbe esserci il rischio di prendere un certificato sostitutivo, non il diploma che prendono gli altri, per cui da genitore consiglio di parlarne preventivamente con gli insegnanti allorché si voglia ottenere la certificazione di accesso al livello successivo.

L’UNIVERSITA’

Se in possesso di un titolo di studio valido è possibile frequentare anche l’università, sia in caso di disabilità che di DSA. La maggior parte delle università italiane ha il Servizio Inclusione che garantisce il diritto allo studio e i percorsi specifici per il proprio bisogno specifico, incluso l’autismo.

Segnaliamo le pagine dei siti di alcune università italiane che offrono supporto alle disabilità.

In conclusione, vi invitiamo a prendere il presente articolo come linea guida, ma di rivolgervi comunque sempre al Servizio Sanitario e Dirigente Scolastico della vostra zona di appartenenza in quanto l’Italia è stretta e lunga e alcune cose potrebbero essere declinate in modo diverso nelle diverse regioni, salvo per le leggi e i decreti.

Per sapere quando iniziano le scuole nelle varie regioni italiane leggi QUI

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