Kosovo: il 17 febbraio 2008 la proclamazione d’indipendenza

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Era il 17 febbraio 2008 quando il Parlamento del Kosovo proclamò unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia

Sono passati dodici anni dal quel 17 febbraio 2008 che segnò una svolta nella storia dei Balcani. Il Parlamento di Pristina, riunito in seduta straordinaria, approvava con larga maggioranza la proposta del governo kosovaro, portata in aula dal primo ministro Hashim Thaci, di fare del Kosovo uno stato indipendente.

Solamente pochi deputati, tutti appartenenti a minoranze serbe, decisero di non presentarsi in aula per la votazione.

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Alla fine della guerra di Bosnia, nel 1995, il governo serbo iniziò una pulizia etnica verso la minoranza albanese indipendentista del Kosovo, che in pochi anni causò la morte di quasi 12.000 cittadini di etnia albanese e l’intervento della Nato, nel 1999, contro il governo di Slobodan Milošević, colpevole di crimini contro l’umanità perpetrati contro la popolazione albanese.

Il Kosovo sotto protettorato internazionale

La risoluzione Onu 1244 del 1999, adottata dopo la fine delle ostilità di Milosevic, poneva la provincia del Kosovo sotto protettorato di Nazioni Unite e Nato e permetteva a Pristina di dotarsi di un governo e parlamento provvisori, al fine di amministrare il territorio.

Militare italiana in servizio nell’ambito dell’operazione Kfor

L’indipendenza di Pristina da Belgrado costituiva un evento di portata mondiale e sbloccava una situazione di forte tensione nei rapporti tra i paesi dell’area balcanica, che negli anni Novanta, in seguito al crollo dei regimi sovietici, erano stati protagonisti di guerre e pulizie etniche. Proprio a causa della pulizia etnica serba verso gli albanesi della provincia del Kosovo, la Nato, nel 1999 era intervenuta in Serbia con massicci bombardamenti per fermare le violenze che il presidente serbo Slobodan Milošević stava perpetrando verso la minoranza albanese.

Le reazioni del governo serbo

“La Serbia non riconoscerà mai l’indipendenza del Kosovo”. Queste furono le parole del presidente della Serbia Boris Tadic in una dichiarazione registrata mandata in onda su tutti i canali televisivi nazionali del paese slavo. Inoltre, proseguiva Tadic:”In questo momento per noi (governo serbo ndr) la cosa più importante sono le vite delle persone e la loro sicurezza. La Kfor e l’Unmik (missioni di pace Nato e onu in Kosovo, nrd) sono obbligati a garantire la sicurezza di tutti i serbi e dei non albanesi del Kosovo, a proteggere le loro case e tutti i nostri luoghi di culto”.

Il capo del Governo serbo Vojislav Kostunica, attaccando frontalmente Stati Uniti e Unione Europea, dichiarò che: “Gli Usa hanno costretto l’Europa ad abbassare la testa, ma la Serbia ha rifiutato di umiliarsi. Se non riusciremo noi a correggere l’ingiustizia, lo farà una nuova e migliore generazione”. Parole che lasciavano intendere che la questione kosovara sarebbe rimasta per anni al centro della politica serba.

La questione Kosovara e le relazioni internazionali

Ad oggi il Kosovo è uno stato indipendente parzialmente riconosciuto. Novantatré paesi appartenenti alle Nazioni Unite ne riconoscono l’indipendenza.Tra gli stati europei che non riconoscono il Kosovo come stato sovrano ci sono: la Spagna, la Slovacchia, la Grecia, e la Romania. Attualmente le istituzioni governative di Pristina controllano la maggior parte del territorio, ad eccezione della regione del Kosovo del nord, i cui abitanti sono per la maggior parte di etnia serba e godono dell’appoggio del governo di Belgrado. Anche Russia e Cina attualmente non riconoscono il Kosovo come stato indipendente.

Esercito kosovaro

Il 22 luglio 2010 la Corte Internazionale di Giustizia ha affermato che “La dichiarazione di indipendenza del Kosovo non infrange di per sé ne il diritto internazionale né la risoluzione 1244 dell’Onu

Dal 2008 per gli abitanti del Kosovo, reduci da persecuzioni e vessazioni di ogni genere a causa della pulizia etnica attuata da Milosevic, si è aperta la strada per giungere alla completa autonomia e indipendenza e diventare finalmente uno stato sovrano.

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