Kosovo: la Serbia mette in stato d’allerta l’esercito

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In Kosovo, in seguito all’arresto da parte della polizia di alcuni criminali serbi nella regione di Mitrovika, la situazione è degenerata, portando Belgrado a mettere in stato d’allerta l’esercito.

Situazione molto tesa in Kosovo, dove nei giorni scorsi la polizia ha condotto un’operazione anti criminalità nella regione di Mitrovika, nel nord del paese, al confine con la Serbia, dove vivono molte comunità di etnia serba che non accettano l’indipendenza del Kosovo.

Le autorità di Pristina hanno dichiarato che nel corso dell’operazione sono state arrestate una dozzina di persone accusate di crimini comuni ma, secondo il governo di Belgrado, i serbi arrestati sarebbero ventitré, e il vero motivo dell’operazione di polizia sarebbe quello di intimidire la popolazione serba, da sempre contraria all’indipendenza del Kosovo. Il presidente serbo Aleksandar Vučić, ha dichiarato che forze speciali della polizia kosovara avrebbero sparato contro cittadini inermi di etnia serba. Un portavoce dell’Onu ha inoltre affermato che nel corso dell’operazione di polizia nella regione nord, sarebbero stati arrestati anche due funzionari dell’organizzazione internazionale.

Polizia kosovara nel corso di un’operazione

La Kfor, la forza militare di pace guidata dalla Nato in Kosovo, sostenendo la legittimità dell’operazione di polizia nella regione di Mitrovika ha dichiarato che si è trattato di una normale operazione di polizia contro la criminalità organizzata.

Intanto nella regione nord la tensione è molto alta. Nelle ultime ore è stato chiuso il ponte sul fiume Ibar, che separa la zona abitata dai serbi da quella abitata dai kosovari. nella mattinata di ieri a Mitrovika sono suonate le sirene di allarme che hanno costretto la popolazione serba a riversarsi in piazza con il timore di un acuirsi delle violenze. Inoltre, secondo fonti di Belgrado, alcuni blindati Kosovari avrebbero abbattuto alcune barricate allestite dai serbi e, nel corso di una sparatoria a Zubin Potoc, sarebbero rimaste ferite due persone.

Le regioni del Kosovo: in rosa la regione di Mitrovika

La reazione di Belgrado

Secondo il governo della Serbia, l’operazione della polizia Kosovara nella regione di Mitrovika, farebbe parte di un progetto atto ad intimidire la popolazione di origine serba ed espellerla dai territori del Kosovo. Nel corso di una dichiarazione, il presidente Aleksandar Vučić ha inoltre sottolineato che nel caso la sicurezza e l’incolumità del popolo serbo del Kosovo sia messa in pericolo, l’esercito di Belgrado interverrà a difesa della popolazione serba. Nel corso di una riunione urgente del Consiglio per la sicurezza nazionale è stata decisa la messa in stato di allerta dell’esercito in attesa di nuovi sviluppi della situazione.

Kosovo: una situazione delicata

La difficile situazione del Kosovo si inserisce nel quadro delle guerre etniche scoppiate negli anni novanta in seguito alla dissoluzione della ex Jugoslavia. Al termine della guerra di Bosnia-Erzegovina, nel 1995, la Serbia iniziò una vera e propria pulizia etnica nei confronti della popolazione albanese stanziata nel Kosovo, che in quel periodo faceva parte della Serbia. Per rispondere alla violenze di Belgrado, in Kosovo si formò l’Uck, movimento indipendentista con lo scopo di liberare la regione dall’occupazione Serba. La repressione in Kosovo, attuata dall’esercito serbo, e ordinata dal presidente Slobodan Milošević, portò ad un’escalation di violenza che causando la morte di migliaia di persone e centinaia di migliaia di profughi che si riversarono in Albania. A seguito dell’intervento della Nato nel 1999, la Serbia si ritirò dalla regione kosovara e una risoluzione Onu dello stesso anno dotò la regione di un governo e un parlamento provvisori sotto la tutela di Nato e Onu.

Una militare italiana in servizio con la missione Kfor in kosovo

Nel 2007, a seguito di regolari elezioni, un ex militante dell’Uck, Hashim Thaçi, divenne capo del governo e, nel 2008 il parlamento kosovaro proclamò unilateralmente l’indipendenza, nonostante le comunità di cittadini serbi non abbiano mai approvato tale decisione. La dichiarazione di indipendenza del Kosovo è stata avvalorata anche dalla Corte internazionale di giustizia, che nel 2010 ha dichiaro legittima la scelta del governo di Pristina. Nel frattempo, grazie all’interesse delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, è iniziata la normalizzazione dei rapporti con la Serbia.

Nel dicembre 2018, con la decisione del parlamento kosovaro di istituire un esercito nel paese, le relazioni diplomatiche con Belgrado sono peggiorate, portando allo stallo del dialogo tra i due paesi e aumentando il rischio di nuove violenze in un territorio già flagellato negli anni novanta alla guerriglia etnica.

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