Keystone XL: il costruttore rinuncia all’oleodotto

Il grande oleodotto che avrebbe dovuto collegare Canada e Stati Uniti non si farà, dopo che Biden ne aveva revocato i permessi

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Keystone XL

Tc Energy ha deciso di mettere fine al progetto dell’oleodotto Keystone XL sito tra Canada e Usa, dopo che l’amministrazione Biden ha revocato il permesso a gennaio. Lo ha annunciato la compagnia canadese dopo aver esaminato tutte le opzioni ed essersi consultata con il governo di Alberta. La decisione chiude oltre un decennio di controversie e segna una grande vittoria per gli ambientalisti, secondo cui l’infrastruttura minacciava l’ambiente e avrebbe aggravato la crisi climatica.

L’impatto ambientale dell’oleodotto Keystone XL?

L’oleodotto Keystone XL avrebbe dovuto trasportare fino a 830mila barili di olii bituminosi da Canada, Alberta e Steele City, in Nebraska. Da lì la connessione alla pipeline madre per portare il suo carico fino alle raffinerie sulla costa del Golfo. Nel complesso il progetto avrebbe movimentato qualcosa come 5 miliardi di dollari. Al di là delle preoccupazioni climatiche, le proteste si sono concentrate sui possibili sversamenti e sull’inquinamento e i danni ambientali che ne deriverebbero a livello idrico. Il condotto sarebbe passato direttamente sopra la falda acquifera di Ogallala, un enorme serbatoio sotterraneo nelle Grandi Pianure che fornisce l’accesso idrico a milioni di cittadini, tra cui diverse tribù di nativi americani. Anche una piccola perdita potrebbe contaminare milioni di litri d’acqua con benzene, mettendo in serio rischio le riserve idriche potabili.


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