Israele: terrorista chi viola le norme sul Coronavirus

Nuove misure restrittive per il contenimento dei contagi da covid-19 in Israele: "Chi non segue le regole sarà considerato un terrorista"

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Dopo che sabato il Premier ha annunciato la chiusura degli edifici scolastici di ogni ordine e grado e di tutte le attività commerciali fatta eccezione per quelle esercenti servizi pubblici essenziali, il Ministero della Giustizia ha dato il via libera all’utilizzazione degli strumenti di geo localizzazione in uso presso l’intelligence per monitorare gli spostamenti dei soggetti postivi al covid-19.

In Israele sono 677 i nuovi casi di coronavirus, 96 dei quali accertati nelle ultime 24 ore secondo quanto riferisce il Ministero della sanità del Paese. Sei pazienti ricoverati in terapia intensiva presentano un quadro clinico critico. 47 infezioni sono state segnalate tra i residenti palestinesi della Cisgiordania, in particolare a Betlemme nuovo focolaio del contagio, mentre 3’900 palestinesi sono attualmente in quarantena.

Il quotidiano nazionale Maariv ha rivelato che sono 5’639 i contagi tra le milizie israeliane, attualmente sottoposte a isolamento, sebbene le autorità governative abbiano riferito attraverso il canale nazionale che dieci soldati si siano già rimessi a seguito delle terapie. 

L’OMS ha riferito che l’epidemia di coronavirus, esploso a Wuhan nella provincia dell’Hubei lo scorso dicembre, ha colpito 166 Paesi a livello mondiale. Le statistiche fornite dall’Università statunitense Johns Hopkins riportano oltre 218’000 casi confermati, 8’800 decessi, più di 84’000 ricoverati.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a differenza del collega Jair Bolsonaro ha preso molto seriamente l’epidemia. Dopo le pesanti sanzioni contro chi violi i divieti di circolazione imposti nei giorni scorsi, il premier ha annunciato un inasprimento delle misure per il contenimento dell’epidemia assegnando alle forze di polizia il compito di controllare il rispetto dell’isolamento domestico.

Voi, cittadini israeliani, dovete rimanere nelle vostre case” ha detto Netanyahu avvertendo: “Questa non è più una richiesta, non è una raccomandazione, è una direttiva obbligatoria che sarà applicata dalle autorità di polizia”.
Da questo momento ai cittadini sarà concesso uscire solo per acquistare generi alimentari e medicinali o “per situazioni che lo impongono”.

Bypassando l’altrimenti necessaria approvazione della Knesset, il Parlamento israeliano ora chiuso a causa dell’epidemia, il governo ha recentemente emanato un decreto emergenziale che abilita polizia e Shin Bet – il servizio di sicurezza interno – al tracciare gli spostamenti dei cittadini tramite controllo digitale degli smartphone.
Oltre al monitoraggio degli apparecchi, le misure sono estese a tutte le piattaforme elettroniche private e serviranno ad avvertire quanti siano transitati in zone di focolai epidemici.

Secondo quanto dichiarato dalle autorità, lo Stato utilizzerà le tecnologie antiterrorismo in uso presso l’intelligence per rintracciare i soggetti risultati positivi al tampone, anche asintomatici.

Il provvedimento, che l’Esecutivo giustifica a fronte dalla particolarità della situazione, è stato aspramente contestato da due ONG che hanno voluto sottoporre la questione alla Corte Suprema israeliana per violazione del diritto alla privacy dei cittadini.

Il primo ministro ha così giustificato le nuove misure: “Siamo in guerra con un nemico. Il coronavirus è un nemico invisibile”.

Il problema principale che affligge anche il nostro Paese è che i cittadini israeliani non si siano dimostrati particolarmente collaborativi nell’attuare le misure imposte dal Governo.
In Israele nemmeno la minaccia secondo cui “Chi non rispetta le regole verrà rintracciato come terrorista” pare essere servita a contenere la popolazione nelle proprie abitazioni.

Chiunque abbia febbre o tosse deve restare a casa” ha ammonito il professor Siegel Sadetzki, responsabile della sanità pubblica del paese. Questi soggetti “Devono necessariamente rimanere in isolamento” ha spiegato “e ciò comporta l’isolamento anche dei familiari”.

Mentre sono partite le prime denunce di chi abbia violato gli ordini di rimanere presso le proprie case, in una trasmissione televisiva Netanyahu ha sottolineato l’importanza di corrette pratiche igieniche e ha esortato la popolazione a mantenere una distanza di almeno due metri.

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