Coronavirus: in Brasile proteste dai balconi

Bolsonaro contestato da migliaia di manifestanti per come ha gestito l’epidemia di coronavirus nel Paese

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In America Latina cresce la preoccupazione tra la popolazione circa le proprie reali possibilità di affrontare efficacemente un’emergenza sanitaria come quelle originata dalla pandemia di coronavirus, fortemente inficiata dalla generale carenza di personale sanitario e infrastrutture adeguate.

Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro è stato per questo contestato dai balconi dei cittadini delle principali città del Paese che, a suon di percosse a padelle e pentole, hanno voluto dimostrare tutta la loro rabbia nei confronti di come sia stata gestita la pandemia di coronavirus.

Così tra tensioni crescenti, milioni di manifestanti nelle città di San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Brasilia e Recife – non potendosi riversare nelle piazze – mercoledì sera si sono radunati alle finestre chiedendo le dimissioni al presidente per aver ignorato la gravità della situazione e quello che significherebbe una diffusione in larga scala del virus nel Paese.

Al momento in Brasile si contano 500 contagi, tra i quali due Ministri del Governo, e quattro vittime del covid-19 anche se i numeri saranno tragicamente destinati ad aumentare.

La popolazione: “Bolsonaro fuori!”

Quella di ieri sera è stata fino ad ora la più grande contestazione contro l’amministrazione Bolsonaro. 

Il presidente, sottoposto più volte al tampone risultandone sempre negativo, è stato contestato perché fino a qualche giorno fa aveva scelto di non adottare alcuna misura precauzionale nei confronti dell’epidemia e un suo eventuale contenimento, anzi, aveva minimizzato la questione liquidandola a pura  “fantasia” e “isteria collettiva”.

Nei giorni scorsi Bolsonaro, riferendosi all’emergenza nel nostro Paese, aveva commentato: “L’Italia è una città… un Paese pieno di vecchietti, in ogni palazzo ce n’è almeno una coppia, come a Copacabana, per questo motivo ci sono tanti morti”.

Anche se Bolsonaro non risulta infetto, 14 persone della sua squadra che hanno viaggiato con lui in Florida per incontrare il presidente Donald Trump, al contrario sono risultate positive al tampone.

Le proteste della popolazione, che dai balconi ha gridato “Bolsonaro dimettiti!” con un gran baccano di pentole e padelle vuote, sono scoppiate mercoledì sera a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal leader del Brasile a un’emittente televisiva nazionale.

Durante la trasmissione, il presidente ha annunciato quali provvedimenti emergenziali avrebbe adottato il Governo nel tentativo di contenere la diffusione dei contagi e un pacchetto di aiuti finanziari a sostegno dell’economia delle famiglie a basso reddito. 
Bolsonaro, apparso in video affiancato dai principali Ministri e con la mascherina sul viso, ha finalmente riconosciuto la gravità della pandemia: “Voglio rassicurare la popolazione del Brasile, non possiamo lasciarci prendere dal panico”, ha dichiarato.

Tuttavia, a infiammare i telespettatori è stata l’ammissione del presidente che in Brasile i numeri dei contagi potrebbero essere molto maggiori rispetto alle statistiche ufficiali.

L’amministrazione centrale ha reso nota l’intenzione di far richiesta al Congresso di dichiarare lo “stato di calamità pubblica” per la pandemia di coronavirus in corso. 

Niente, però, è servito a placare le ire dei cittadini.

Bolsonaro era già stato contestato la scorsa domenica per aver violato l’autoisolamento e aver incontrato migliaia di manifestanti che stavano marciando in segno di protesta verso il Congresso, nonostante il ministero della salute avesse caldamente sconsigliato gli assembramenti di persone.