Israele: morto Uri Avnery, il deputato pacifista per la libertà della Palestina

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Il celebre pacifista Uri Avnery, storica voce ella sinistra ebraica ed ex membro della Knesset, il parlamento di Israele, si è spento a Tel Aviv dopo che 10 giorni fa era stato ricoverato in ospedale. Aveva 94 anni. Avnery fondò Gush Shalom, movimento pacifista a favore della nascita di uno stato palestinese e della fine dell’occupazione israeliana della Cisgiordania, i cosiddetti Territori. Avnery era nato in Germania da famiglia ebraica con il nome di Helmut Ostermann. Famiglia con cui era fuggito a seguito dell’inizio delle persecuzioni razziali naziste. celebre è l’incontro che nel 1982, in piena guerra con il Libano, ebbe con il leader dell’OLP (il movimento per la liberazione della Palestina) Yasser Arafat.

“Era e rimarrà un’icona per la pace reale e duratura nella regione”, dice di lui il presidente palestinese Abu Mazen. Abu Mazen è considerato la massima autorità palestinese in Cisgiordania, mentre nella Striscia di Gaza viene contestato dal movimento islamico Hamas che vi è egemone. La giornalista israeliana Anat Saragosti a lui molto vicina, in una telefonata riferita dall’Agenzia Wafa, lo definisce “uno dei primi a sostenere fortemente la creazione di uno Stato palestinese indipendente e la fine dell’occupazione israeliana di tutti i territori arabi occupati nel 1967.”

Questa notizia arriva dopo l’ennesimo venerdì di proteste a Gaza, nel contesto della cosiddetta Marcia del Ritorno, da Hamas voluta e, in parte, ordinata. La Marcia del Ritorno, che è già costata la vita a 168 palestinesi per la maggior parte civili, è iniziata il 30 marzo. Da quel venerdì e per tutti i successivi fino ad oggi gli abitanti di Gaza, guidati dai militanti da Hamas ma affiancati da attivisti, giornalisti e numerosissimi civili, si sono recati a protestare al confine israeliano dopo la tradizionale preghiera del venerdì.

La politica israeliana nei confronti di Gaza si muove in direzione contraria a ciò che avrebbe voluto Avnery. Il governo Netanyahu, fin dalla guerra aperta nella striscia del 2014, ha seguito la linea di Benjamin Netanyahu, degno epigono di Sharon, uno dei cosiddetti “falchi” della politica israeliana. Le truppe di Israele hanno infatti ricevuto l’ordine di fermare le proteste sul confine con la forza, se necessario manu militari. Di pochi giorni fa è la notizia dell’entrata in vigore della legge, fortemente voluta dal primo ministro, che rafforza il carattere confessionale ebraico dello Stato. Definendo inno, lingua e festività ufficiali Netanyahu trasforma Israele in un etnostato in cui solo gli ebrei avranno diritto all’autodeterminazione.

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