Israele: Corte Suprema autorizza maternità surrogata per coppie LGBT

La maternità surrogata era stata legalizzata in Israele nel 1996, ma solo per coppie eterosessuali e poi per le donne single

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Israele: Corte Suprema autorizza maternità surrogata

In Israele, dopo oltre dieci anni di battaglia, è arrivata una sentenza storica. La Corte Suprema in Israele ha infatti autorizzato la maternità surrogata per le coppie omosessuali. Questa decisione è però destinata a causare attriti nel nuovo governo, composto da una coalizione di partiti molto diversi tra loro.

Israele: cosa ha stabilito la Corte Suprema?  

Dopo una battaglia durata oltre 10 anni, la Corte Suprema israeliana ha stabilito che anche le coppie omossessuali potranno accedere alla maternità surrogata. Con questa decisione Israele si conferma lo Stato in Medio Oriente che si distingue in materia dei diritti della comunità LGBTQ. In Israele infatti sono anche riconosciuti i matrimoni dello stesso sesso celebrati all’estero e le persone identificate come LGBTQ possono prestare servizio nell’esercito.  Questa decisione rischia però di causare attrito all’interno della nuova coalizione di governo guidata da Naftali Bennett. Il nuovo governo è infatti composto di partiti molto diversi tra loro. Vi è il partito Meretz, in cui il leader Nitzan Horowitz è dichiaratamente gay, ma anche il movimento islamista conservatore Raam, che ha definito gli omosessuali come “devianti”.

I commenti dopo le decisone della Corte

Horowitz, che nel nuovo governo è ministro della Salute, ha accolto con favore la sentenza. Si è presentato alla conferenza stampa con Itai e Yoav Pinkas Arad, la coppia che ha dato il via alla battaglia legale presentando il primo ricorso nel 2010 e ha dichiarato: “Oggi è un giorno storico per la comunità Lgbt e per tutta la società israeliana“. Anche Yair Lapid, ministro degli Esteri e premier alternato nel nuovo governo, ha accolto con favore la sentenza: “Essere genitori è un diritto umano fondamentale e questa decisione è giusta, moralmente e socialmente”.

I politici ultra-ortodossi hanno invece condannato la sentenza. Aryeh Deri, leader del partito ultra-ortodosso Shas ed ex ministro degli Interni, ha descritto la sentenza come “un grave colpo all’identità ebraica dello Stato”. Il capo del partito di estrema destra del sionismo religioso, Bezalel Smotrich, ha affermato che il governo e l’alta corte hanno “stabilito come obiettivo quello di erodere l’ebraicità di Israele”.


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