In manette 12 capi ultrà della Juve. La denuncia della società per estorsione

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Capi ultrà juve

Dopo più di un anno di indagini, la polizia ha arrestato 12 capi ultrà della juve per associazione a delinquere ed estorsione aggravata

Capi ultrà juve

A denunciare l’accaduto la stessa Juventus circa un anno fa. Dopo la fine del campionato 2017/2018, la società bianconera aveva ritirato alcuni dei vantaggi riservati ai capi ultrà della juve. Di contro, questi hanno messo in campo strategie estorsive per ripristinare la situazione a loro favore.

I gruppi messi sotto indagine fanno parte del tifo bianconero e sono conosciuti con i nomi di Drughi, Tradizione-Antichi valori, Viking, Nucleo 1985 e Quelli… di via Filadelfia. L’indagine però non è racchiusa solo al Piemonte. L’operazione, chiamata Last Banner, esce infatti dai confini regionali sfociando nelle città di Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza e Bergamo.

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12 capi ultrà della juve arrestati e altre 25 persone indagate

Attualmente, secondo quanto riportato del Corriere della Sera, sono stati arrestati dodici dei capi ultrà dei diversi gruppi juventini. I nomi riportati sono: Geraldo Mocciola – Dino, leader dei Drughi – Salvatore Cava, Domenica Scarano, Umberto Toia – Tradizione – Luca Pavarino e Sergio Genre. Per quanto riguarda Fabio Trinchero, Giuseppe Franzo, Christina Fasoli e Roberto Drago sono stati disposti i domiciliari. Infine, per Massimo Toia e Massimo Corrado Vitale è stato disposto l’obbligo di dimora.

In oltre, a tutti i sopracitati è stato imposto il Daspo fino a 10 anni, ovvero il divieto di partecipare a manifestazioni sportive.

Gerardo Mocciola – capo ultrà del gruppo dei Drughi – non è però nuovo nel mondo della criminalità. Nei primi anni Novanta infatti, era stato arrestato per l’uccisione di un carabiniere. Attualmente invece, era sotto sorveglianza speciale perché considerato vicino ad ambienti legati alle infiltrazioni della ‘Ndrangheta nella curva bianconera.

Dalla Maxi Inchiesta Alto Piemonte alle estorsioni alla Juve

Le recenti richieste di estorsione da parte dei capi ultrà della Juve paiono provenire dalla maxi inchiesta Alto Piemonte conclusasi nel 2016. Durante l’inchiesta infatti, perse la vita Raffaello Bucci, volto noto della tifoseria. Bucci, si tolse la vita gettandosi da un ponte tra Torino e Cuneo, dopo essere stato interrogato dalla Procupa proprio sui casi di bagarinaggio.

A seguito dell’accaduto, la vendita illegale di biglietti per lo Stadium si spense, e questo portò i capi ultrà a mettere in atto strategie di ricatto contro la Juve. “O ci date i biglietti o cantiamo cori razzisti e saranno problemi vostri.” Fu una delle richieste di questi.

Oltre a questo, pare anche che i Drughi sarebbero riusciti a recuperare centinaia di biglietti per partecipare alle partite dello Stadium grazie anche alla collaborazione di diverse biglietterie sparse su tutti il territorio nazionale.

Contro questi tentativi di estorsione, la società bianconera si è mossa denunciando fin da subito l’accaduto alla Polizia di Torino. “La Juventus è parte lesa. – Ha dichiarato il dirigente della Digos di Torino Carlo Ambra. – Ha lavorato con noi, con la polizia di Stato, sin dall’inizio ha fatto la denuncia alla Digos, ci ha seguito passo per passo fino al risultato finale.”

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