Il gioco: un aiuto per socializzare e per la creatività

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Per Winnicott, nello studio dei fenomeni transizionali, il gioco implica fiducia e appartiene ad uno spazio potenziale.Il bambino deve essere libero nella sua creatività. Il giocare è simile a un’esperienza culturale localizzato nello spazio potenziale tra la madre e il bambino e questo permette il contatto con il proprio Sé.

Che valore ha la creatività nel gioco?

La creatività valorizza il senso del valore della vita. La creatività viene permessa solo se c’è un ambiente “sufficientemente buono”. Il bambino oggi adulto sarà così in grado di osservare il mondo in maniera sana. L’atto creativo nel gioco permette alla persona, bambina o adulta, di ritrovarsi e di contattare il proprio Sè.

Teorie diverse sull’attività ludica

Sul gioco ci sono diverse teorie, secondo Spencer è utilissimo come mezzo per sfogarsi. Karl Groos lo vede come preparazione all’età adulta e come attività didattica. Lazarus invece considera il gioco come attività rilassante, mentre M.Laeng lo considera utile per muoversi, immaginare e a pensare.

Sigmund Freud e l’attività ludica

Per Freud la ripetizione nell’attività ludica “mette in moto inconsciamente nel bambino la possibilità di superare una qualsiasi situazione frustrante ed angosciosa”. Nel ripetere le situazioni di frustrazione e di angoscia il bambino arriva alla drammatizzazione.

Cosa ne penserà il grande Piaget?

Per Piaget il gioco è la “più spontanea abitudine del pensiero infantile”, è un passaggio dall’egocentrismo alla socialità. Il bambino attraverso l’attività ludica consolida con la ripetizione e l’esercizio le conoscenze acquisite e rafforza la sua capacità di agire sulla realtà.

Il gioco e la socializzazione come diritto protetto dalla Costituzione

I bambini hanno “diritto alla socialità” nel binomio “socialità e gioco”. La socializzazione come processo esistenziale verso e con l’altro. Costituzione italiana nell’articolo 2 dice “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali  ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” .

Articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

L’art. 31 CRC riconosce al fanciullo “il diritto al riposo, allo svago, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età, e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica”. Quindi fate giocare i bambini affinché siano adulti socialmente integrati e creativi.

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