Il Codice giustinianeo – 528: Codex lustinianus

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Nel 528, nasce il Codice giustinianeo, ovvero il codice giuridico romano, che costituisce l’imperatore bizantino Giustiano I d’Oriente. In realtà, il capo romano dispone ad una propria commissione imperiale, l’incarico di scrittura di una raccolta ufficiale legislativa. Inoltre, nelle funzioni della sovranità del leader bizantino conseguono nel Codice giustinianeo, delle leggi imperiali, anche note come Costituzioni imperiali.

Il Codice giustinianeo da cosa si compone?

Nella lingua latina, il Codice giustinianeo assume il nome Codex lustinianus o lustiniani, in cui l’imperatore bizantino ordina la compilazione del codice legislativo romano, nel 528. Inoltre, la raccolta delle leggi del Diritto prende anche il nome di Corpus iuris civilis. A fronte di ciò consegue la prima edizione del 529, come Codex lustinianus primus o vetus. Nel 534, la seconda versione diventa Codex lustinianus repetitae praelectionis.

Di fatto, l’edizione del 529 in Codex vetus rappresenta un’elaborazione, del Codice Teodosiano. Il 13 febbraio dell’anno precedente, da pochi mesi sul trono imperiale, Giustiniano costituisce la dichiarazione Haec quae necessario. A ragion per cui il sovrano d’Oriente, attraverso lo scritto del 528 stabilisce le basi, per la stesura delle leggi imperiali dell’anno successivo.

Inoltre, Giustiniano indica i criteri che l’opera giuridica deve seguire, nella scrittura della stessa, che affida ad una propria commissione. Dalla legge del 528, l’imperatore bizantino elabora il materiale e la struttura testuale, della raccolta giuridica romana. Per la nomina del sovrano d’Oriente sulla commissione imperiale, figurano dieci membri.

A fronte di ciò, presiedono all’interno della commissione: Giovanni di Cappadocia, Triboniano, Teofilo, Diosfuro, Presentino e cinque funzionari imperiali. Durante il 528, Giustiniano intende effettuare un ripristino del campo processuale, con un codice legislativo contenente anche il Codice Teodosiano.

La procedura di completamento dell’opera

Attraverso le regole dell’imperatore d’Oriente, i membri commissari ottengono il potere di varie funzioni, come l’aggiunta o le modifiche del testo costituzionale. Inoltre, l’opera del codice giuridico romano impiega il tempo della stesura delle proprie leggi imperiali, in un anno. Il 7 aprile 529, Giustiniano costituisce in forma ufficiale, l’opera Summa rei publicae.

Consegue per disposizione imperiale, che i processi inseriscono solo le leggi, presenti nel Codice giustinianeo, con il divieto di testi diversi dal medesimo Codex Lustinianus. Di fatto, il Codice giustinianeo entra in vigore il 16 aprile 529. In seguito, l’imperatore bizantino vuole la pubblicazione di alcune opere giuridiche romane, con lo scritto Digest, dove risultano materiali ed elementi a carattere normativo e giurisprudenziale di cinquanta libri.

Anche opera che contiene in parte il Corpus iuris civilis, le Institutiones ed il Codex. In seguito, il Digest ottiene anche una quarta parte, dal nome Novellae Contitutiones. All’entrata in vigore del Digesto alcune delle leggi sono da modificare, poiché superate. Consegue la decisione di Giustiniano di rivedere ed aggiornare le leggi imperiali, del codice legislativo.

Nel 534, l’imperatore bizantino dispone l’ordine ai membri commissari, di aggiornare il codice giuridico romano. A capo della guida commissaria ci sono cinque funzionari e Triboniano (giurista bizantino). Nel novembre del 534, le leggi del Codice giustinianeo ottengono la sistemazione e l’aggiornamento giuridico.

Di fatto, il libro comprende 1600 costituzioni, di cui 1200 appartengono all’imperatore Diocleziano. Mentre l’opera dell’imperatore bizantino, del codice giuridico romano diviene Codex lustinianus repetitae praelectionis.