Identità di genere e orientamento sessuale: cosa dobbiamo imparare da Caivano

La tragedia avvenuta venerdì scorso a Caivano ha gettato luce sulla grave disinformazione che ancora regna nel nostro Paese in materia di transessualismo e identità di genere.

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Identità di genere

Di quanto accaduto venerdì scorso a Caivano (Napoli) si è gia parlato parecchio. Maria Paola Gaglione, una ragazza di 22 anni, è stata investita e uccisa dal fratello trentenne. La “colpa” della ragazza sarebbe stata quella di aver intessuto una relazione amorosa con un ragazzo transessuale.

L’uomo ha affermato di aver voluto “correggere” la sorella, la quale era stata “infettata” dal germe dell’omosessualità.

Oltre all’evidente orrore dell’accaduto, la vicenda ha messo in luce un’altra grave mancanza del nostro Paese. Infatti, alcuni media nazionali, nel dare la notizia, hanno definito lesbica la ragazza uccisa e si sono riferiti al suo compagno utilizzando pronomi femminili. Ciò dimostra come vi sia ancora una diffusa disinformazione riguardo alla transessualità, nonché una grande confusione sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Un’impreparazione di fondo che non contribuisce certo a combattere omofobia e transfobia, di cui episodi come quello accaduto venerdì non sono che il tragico culmine.

Il genere delle persone transessuali

Ciro, il fidanzato di Maria Paola, è un uomo transessuale FtM. Questa sigla apparentemente complicata indica semplicemente una persona nata con genitali femminili, la cui identità di genere non corrisponde al proprio sesso biologico. Profondamente consapevole di percepirsi in realtà come uomo, la persona transessuale intraprende un arduo percorso clinico che la porti a far sì che il proprio aspetto esteriore corrisponda a ciò che sente di essere. Pensieri, sentimenti, identità della persona transessuale non appartengono al suo sesso biologico, bensì al genere di appartenenza.

Un discorso analogo si può fare per una donna transessuale MtF, vale a dire una persona nata con genitali maschili, la cui identità di genere è femminile. Pertanto, è rispettoso, nonché opportuno, riferirsi all’uomo o alla donna transessuale con i pronomi normalmente utilizzati per le persone del suo stesso genere. Maschile, nel caso di Ciro.

Orientamento sessuale e identità di genere

L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono due cose ben diverse, e non sempre corrispondono. Come abbiamo detto, infatti, l’identità di genere definisce ciò che realmente siamo. Ciascuna persona può identificarsi come uomo, donna, entrambi o nessuno dei due.

L’orientamento sessuale, invece, riguarda le persone verso le quali proviamo attrazione fisica, ed ha molteplici sfumature. Semplificando di molto il concetto, è possibile provare desiderio sessuale per persone del proprio stesso sesso o del sesso opposto, ma anche per entrambi i generi. Ancora, è possibile non provare alcun desiderio sessuale, o provarlo solo in determinate condizioni.

Se una persona prova attrazione sessuale verso il genere opposto al proprio, può definirsi eterosessuale. Pertanto Ciro, ragazzo trans innamorato di Maria Paola, una ragazza, è a tutti gli effetti un uomo eterosessuale. La relazione tra i due giovani non era una relazione omosessuale, come alcuni giornali hanno affermato. Maria Paola aveva scelto come proprio compagno una persona che è, a tutti gli effetti, un uomo.

Questi concetti sono ancora relativamente nuovi e difficili da digerire per molti di noi. Ma è necessario fare uno sforzo, informarsi il più possibile e tentare di comprendere realtà che possono sembrare “strane” e lontane. Ma che sono effettivamente concrete e semplici e fanno parte della nostra società in continua evoluzione.

Imparare non a tollerarle, ma ad accoglierle come normali e quotidiane. È questo l’unico modo per evitare che tragedie come quella di Maria Paola si ripetano ancora.

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