Hitchcock: 39 anni fa moriva il padre della suspense

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Hitchcock moriva 49 anni fa a Los Angeles

Era il 1980 quando Alfred Hitchcock, padre della suspense, muore a Los Angeles dove si era trasferito nel 1939.

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Alfred Hitchcock: quarantanove anni dalla morte

Alfred Hitchcock nasce nel 1889 a Londra e muore nel 1980 a Los Angeles dopo aver dedicato la sua intera vita al cinema. Padre di numerosi film di successo è stato anche ideatore di un nuovo modo di intendere e fare cinema.

Conosciuto in tutto il mondo per i film di successo quali Psyco (1960), La finestra sul cortile (1954), Intrigo internazionale (1959) e Gli uccelli (1963), ha dimostrato di essere un grande innovatore e maestro del cinema.
Hitchcock si lasciava ispirare da libri e avvenimenti per mettere in scena storie capaci di rompere lo schermo e di entrare nella vita dello spettatore.
Un esempio, per girare Gli uccelli il regista ha preso spunto da un fatto di cronaca avvenuto due anni prima a Monterey in California. A quel tempo migliaia di uccelli si precipitarono sulla baia terrorizzati da non si sa cosa.

Hitchcock inizia a fare cinema nei lontani anni Venti quando durante il suo periodo inglese dove produce film come Il club dei 39 (1935) e Sabotaggio (1936). All’inizio degli anni ’40 si trasferisce poi ad Hollywood, perché attratto dai maggiori mezzi che gli studi americani potevano offrire. Il primo film con cui otterrà il tanto ricercato successo è Rebecca del 1940. Con questo film arriverà ad ottenere l’unico Oscar per il Miglior film della sua carriera.

Hitchcock: padre della suspense

Ma a renderlo unico è stato il concetto di suspense. Hitchcock con i suoi film voleva infatti fare in modo che lo spettatore fosse messo al corrente di quanto di terribile stesse per accadere in un crescendo di ansia e angoscia che avevano il compito di mantenere lo sguardo fisso sullo schermo. Famosa è la scena della doccia di Psyco riconosciuta in tutto il mondo per la sua colonna sonora.

Hitchcock sul set del film Psyco (1960)

Eppure la sua grandiosità non si limitò all’uso di questa tecnica. Hitchcock infatti provò sempre a superare i limiti del cinema in una continua ricerca di innovazione. E fu così che ideò nel 1948 Nodo alla gola girato in un unico piano sequenza. Al tempo però i film venivamo impressi su pellicola, e qua si ritrovò la genialità del regista. Al termine della pellicola, quando era ora di cambiarla, la cinepresa veniva passata su un elemento scuro in modo tale che non venisse percepito lo stacco dell’inquadratura ricavandone così un movimento fluido e continuo. Inutile dire che non avendo stacchi non era permesso alcun errore da parte degli attori e del cameraman, in quanto una disattenzione avrebbe comportato la ripetizione di tutta la scena e una pellicola buttata.

Sono stati tanti poi i grandi attori passati sotto la sua ala. Da Cary Grant – attore in Intrigo internazionale – a James Stewart – in La finestra sul cortile – a Grace Kelly. Proprio quest’ultima, futura principessa di Monaco, ha conosciuto Ranieri III di Monaco mentre si trovava in Francia a girare quello che sarebbe stato poi il suo ultimo film.

Infine, marchio rappresentativo dei suoi film erano i suoi cameo. Hitchcock infatti compariva sempre nei suoi film, solitamente all’inizio, tanto che molte persone si distraevano dalla trama del racconto per ricercare il regista tra i protagonisti del film.

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