Hermann Minkowski: Teoria dei numeri e relatività

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Hermann Minkowski è un matematico lituano, della seconda parte 800 ed inizi 900. Il contributo dello studioso nei campi della fisica e geometria, con l’elaborazione numerica delle soluzioni aritmetiche, della teoria sulla relatività. A fronte di ciò, lo sviluppo di ricerca sui corpi convessi e vettori interi, in unione ad altri rami della matematica. Tra i risultati dello studioso, il teorema di Minkowski sui minimi successivi.

Hermann Minkowski chi è?

Il matematico nasce ad Alekostas (Lituania), il 22 giugno 1864 e decede a Gottinga (Germania), il 12 gennaio 1909. Dalla famiglia di origine ebraica, il padre Lewin Boruc Minkowski di professione mercante e la madre Rachel Taubmann. Nel percorso studentesco, le scuole di base e la frequentazione universitaria presso gli Atenei di Berlino e Königisberg, con la laurea nel 1885.

Durante la formazione accademica, Minkowski ottiene il riconoscimento di merito, nel Premio della Matematica dall’Académie des Sciences, di Francia. Di fatto, la premiazione allo studioso, per la sua teoria sulle forme quadratiche, nell’elaborazione di diverse variabili, per quanto concerne i polinomi omogenei. In seguito, Minkowski diviene insegnante presso gli Atenei universitari di Bonn, Zurigo, Köonigsberg e Gottinga.

Hermann Minkowski: l’aritmetica delle forme quadratiche

Gli studi matematici inducono Minowskialla ricerca di più variabili, con lo studio in materia, anche delle distanze geometriche e rispettive dimensioni, sulle stesse proprietà. Nel dettaglio, il matematico approfondisce i concetti aritmetici, nella definizione di polinomi omogenei, cioè una serie di numeri consistente di variabili e coefficienti. A tale espressione matematica, la derivazione di un punto di distanza e due punti di uno spazio tridimensionale.

Per definizione, il nome di spazio euclideo, spazio di assiomi, dove il medesimo è affine al riferimento geometrico, di più dimensioni tra i numeri reali. Tra i concetti della geometria euclidea, i principi e teoremi descrittivi degli Elementi di Euclide. Di fatto, il filosofo e matematico greco attribuisce il significato proprio della geometria, in precisi elementi cardine: assiomi, derivazione dei postulati e teoremi.

Da qui, la matematica attribuisce agli studi di Euclide, dei metodi aritmetici in uso ancora oggi. Attraverso il sistema assiomatico, la derivazione delle dimostrazioni di teoremi e l’impiego dei relativi principi, con l’algebra lineare. In verità, un’altra branca della matematica, che comprende gli studi di: vettori, sistemi di equazioni, tensori, matrici, spazi vettoriali e quadriche.

La Teoria dei numeri

Il matematico lituano estende gli studi della matematica, nella definizione della stessa, in un ramo distinto, sui principi puri delle proprietà numeriche. Con i numeri interi, differenti i campi di elaborazione, sui problemi riguardanti i risultati di sottrazioni, tra numeri naturali.

Come corrispondenza aritmetica, la definizione di numeri relativi, dall’insieme di numeri naturali ed interi negativi. A fronte di ciò, la possibilità di operazioni matematiche di somme, moltiplicazioni, sottrazioni e divisioni, solo per i numeri interi. Mentre, l’inverso di un numero intero non risulta tale, in quanto appartiene alla categoria dei numeri razionali.

Ecco il pensiero del matematico, sulla relatività generale della geometria: “I concetti di spazio e di tempo che desidero esporvi, traggono origine dal terreno della fisica sperimentale e in ciò risiede la loro forza. Sono radicali. D’ora in avanti, lo spazio singolarmente inteso ed il tempo sono destinati a svanire, in nient’altro che ombre. E solo una connessione dei due potrà preservare una realtà indipendente”.