martedì, Giugno 25, 2024

Giulia Mangoni e il Salmerino di San Lorenzo Dorsino

All’ombra del massiccio del Brenta si narrano ancora storie mitologiche, racconti di tempi lontani e paesaggi preistorici sconosciuti che oggi possiamo solo immaginare. C’erano i ghiacci al posto delle valli e si potevano raggiungere le vette senza scendere e risalire i pendii. Solo pochi uomini si spingevano nei territori: cacciatori, migranti, avventurieri che per varie ragioni si recavano in alto in condizioni difficili, aspre. Il Salmerino Viandante è il progetto di Giulia Mangoni per San Lorenzo Dorsino.


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Qual è lo spunto per l’opera di Giulia Mangoni?

Si narra che in un giorno particolarmente freddo un uomo, avvicinatosi alla riva di un lago che non esiste più, incontrò un salmerino grande e agile. Sembrava nuotare come stesse volando. Quando si avvicinò si sorprese perché il pesce gli parlò, iniziando a raccontargli la sua incredibile storia: era un Salmerino Viandante, un fantasma preistorico della famiglia alpina. Uno spirito del freddo che vagava tra le montagne, fluttuando tra i ghiacci in cerca di un luogo dove fermarsi. Parlava della sua specie che era riuscita a sopravvivere all’ultima grande estinzione marina preservata nel ghiaccio come un relitto vivo. Aiutava i pesci della sua specie a cercare riparo sempre più in alto dove l’acqua era più fredda e limpida. L’animale spesso aiuta l’amico e si faceva trovare all’occorrenza nelle gelide acque e lo sostentava nei momenti di magra.

Il progetto a San Lorenzo Dorsino

A San Lorenzo Dorsino il simbolo di resilienza preistorico scivola attraversando il borgo nel lavoro di Giulia Mangoni. Impostato come una chiamata e risposta tra arte e artigianato, crea legami inediti tra passato e presente, tra biodiversità e società. Un omaggio al pesce simbolo del territorio che allo spirito di vicinanza caratteristico delle comunità alpine. Il tutto prende forma in un percorso che è fatto dall’intreccio di dieci sculture in bronzo create e incastonate in pietra locale di formazione marina. Un materiale ricco di fossili al suo interno con il tessuto del borgo in particolare, nelle diverse frazioni dove troviamo le tipiche fontane in pietra nelle quale verranno immerse le opere.

Un percorso tra fontane e sculture

La forma del pesce, ogni volta reso leggermente diverso tra una fontanile e l’altra, si intravede sommersa dalla stessa acqua glaciale che sostiene l’animale. L’intervento in bronzo e pietra è seguito da una serie di sculture artigianali in legno fabbricate dall’associazione di artigiani locali. Sono posizionate lungo un percorso che mira a valorizzare determinati scorci di San Lorenzo. All’inizio dell’itinerario un dipinto che raffigura il Salmerino Viandante introduce l’osservatore e lo cala nella storia.

Giulia Mangoni

Classe 1991, è nata all’Isola del Liri, Frosinone. L’artista italo-brasiliana lavora attorno all’etica del ritorno. Quindi è interessata a creare interventi orchestrati attraverso la lente della pittura al fine di decostruire nozioni di memoria e identità legate a comunità decentralizzate. Il suo lavoro si sviluppa con modalità visive di narrazione personale, spesso frutto di un dialogo a più voci, le cui influenze, relazioni e contributi innescano un meccanismo simile al telefono senza fili. Pertanto opere aperte e in continuo divenire. Mangoni ha un Foundation Degree in Art & Design alla Falmouth University of the Arts (2011), una laurea in pittura (Hons) da City & Guilds of London ArtSchool (2014). Inoltre ha vinto il premio Skinner Connard’s Travel Prize e Chadwick Healey Prize per la pittura e MFA dal programma SVA Art Practice a New York City, (2019).

I progetti recenti di Giulia Mangoni

Negli ultimi anni, Mangoni ha partecipato a mostre a livello nazionale e internazionale. Bits &Cream. Metabolizzazione d’Archivio, mostra personale all’Art Noble gallery, Milano, From the Island of Liri, personale a cura di Juliana Leandra a Dreambox Lab, New York. Poi Ladder to The Moon a Monitor Gallery, Roma, VIVERE DI PAESAGGIO, a cura di Mirta di Argenzio a APALAZZO gallery, Brescia. Quindi a Zeitgeber (donatore di tempo) a Art Noble gallery, Milano, The New Abnormal, Straperetana a cura di Saverio Verini. Inoltre, nel 2020 Mangoni ha partecipato al programma di borse di studio a CASTRO Projects a Roma, vincendo la borsa di studio Scovaventi Italian Fellowship. Inoltre a progetti e mostre itineranti, Mangoni continua ad approfondire la sua ricerca in comunicazione con artigiani, agronomi e allevatori di specie autoctone nel territorio Ciociaro. Il progetto di Giulia Mangoni a San Lorenzo Dorsino è coordinato da Valerio Panella.

San Lorenzo Dorsino

Comune italiano di circa 1500 abitanti della provincia di Trento, nato per fusione dei territori di San Lorenzo in Banale e Dorsino. Un luogo immerso nel verde del Parco Naturale Adamello Brenta. Le antiche dimore contadine addossate le une alle altre e collegate da portici e corti interne, le chiese colorate dagli affreschi dei pittori Baschenis, raccontano un passato ancora presente. Ovunque si respira la tranquillità di un autentico borgo di montagna, dove la vita scorre lenta, al passo con la natura, come quella più selvaggia della Val d’Ambiez, porta d’ingresso alle Dolomiti di Brenta. La valle che ha fatto la storia dell’alpinismo, inizia stretta e incassata tra pareti rocciose. Poi si apre improvvisamente e lo sguardo si perde tra i pascoli e le guglie dolomitiche più famose, oggi Patrimonio Unesco dell’Umanità.

Le attività da svolgere

Escursioni a piedi o in sella alla bici, arrampicate sulla Falesia Dimentica amata da tutti i climber, pesca nelle acque del lago di Nembia. Sono le esperienze outdoor con cui scoprire le bellezze paesaggistiche dei dintorni. Più piccolo del vicino lago di Molveno, il lago di Nembia, dalle acque verde smeraldo, è una riserva naturalistica WWF. Un celebre prodotto locale è la ciuìga, l’insaccato con le rape bianche prodotto esclusivamente a San Lorenzo in Banale.

Immagien da cartella stampa.

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Odette Tapella
Odette Tapella
Vivo in piccolo paese di provincia. Mi piace leggere, fare giardinaggio, stare a contatto con la natura. Coltivo l'interesse per l'arte, la cultura e le tradizioni.

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