Giorgio Napolitano nella storia: il 20 aprile 2013 rieletto Presidente della Repubblica

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Il 20 aprile 2013 Napolitano è rieletto Presidente della Repubblica.

Quella del 20 aprile 2013 è certamente una giornata campale nella storia della Repubblica italiana. In questa data, infatti, è giunta la rielezione per la seconda volta consecutiva di Giorgio Napolitano al Quirinale, evento mai verificatosi prima. Dopo aver appreso del rinnovo del suo incarico da parte del Parlamento, il Capo dello Stato ha comunicato di aver accolto la notizia con «animo grato» e ha ringraziato per la fiducia riservatagli dalla maggioranza dell’Assemblea. Inoltre, all’epoca dei fatti ha lanciato un monito a tutte le forze politiche, ricordando che tutti devono lavorare nel pieno rispetto dei propri doveri «concorrendo al rafforzamento delle istituzioni repubblicane».

La seconda elezione di Giorgio Napolitano è arrivata al sesto scrutinio e, in una situazione di grande incertezza per la guida del Paese, ha rappresentato una sorta di segnale da parte di numerosi partiti per arrivare alla formazione di un Governo di larghe intese. La proposta di puntare nuovamente sull’ex Ministro dell’Interno è arrivata dal Partito Democratico, appoggiato da PDL, Scelta Civica e Lega Nord. Il Carroccio però ha dato il suo assenso, a patto che non si arrivasse ad una maggioranza guidata da Amato come Presidente del Consiglio.

Giorgio Napolitano: il bis al Quirinale è storico.

Il secondo mandato è arrivato al termine di una votazione che ha visto il Capo dello Stato uscente ottenere la maggioranza con 738 voti, superando di gran lunga la soglia dei 504 prevista dalla legge. Stefano Rodotà, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà si è fermato a quota 217. Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si è dissociato da entrambi i nomi.

Il ritorno di Giorgio Napolitano dopo i fallimenti Marini e Prodi

Il nome di Giorgio Napolitano ha cominciato a circolare nuovamente tra i meandri della politica italiana dopo lo scarso successo ottenuto dal Partito Democratico che aveva proposto prima Franco Marini e poi Romano Prodi. Il leader del Quirinale in un primo momento aveva rigettato l’ipotesi di un altro settennato ma, nel momento in cui si è reso conto che la situazione era piuttosto delicata, per senso del dovere ha dato la sua disponibilità. A questo punto sono partiti diversi confronti, con quasi tutti i leader dei maggiori partiti che hanno deciso di convergere verso la rielezione dell’ex Presidente della Camera dei Deputati.

L’8 luglio 1978 Sandro Pertini fu il primo socialista a diventare Presidente della Repubblica

Napolitano, in una nota ufficiale, ha fatto sapere di essere pronto ad assumersi questo nuovo incarico, dicendo di non potervisi sottrarre. Subito dopo, però, ha chiesto al mondo politico italiano una «assunzione collettiva di responsabilità». Il PD ha accolto con grande gioia e soddisfazione il ripensamento del Presidente della Repubblica, anche se non sono mancate alcune voci fuori dal coro. Pippo Civati, ad esempio, ha annunciato che avrebbe lasciato scheda bianca come segnale di rifiuto verso un eventuale «governissimo». Fabrizio Barca, a quei tempi Ministro per la Coesione Territoriale, su Twitter ha definito «incomprensibile» la scelta del PD di non varare su nomi importanti come quelli di Rodotà o di Emma Bonino.

Quando il 20 aprile 2013, al termine del sesto scrutinio, è diventata ufficiale la seconda elezione di Giorgio Napolitano al Quirinale, Pierluigi Bersani, visibilmente commosso, ha ringraziato pubblicamente il Capo dello Stato. Anche Silvio Berlusconi ha espresso gratitudine soprattutto perché in questa circostanza il Presidente della Repubblica ha dimostrato di possedere un grande «spirito di servizio», e soprattutto «generosità personale e politica». Mario Monti è andato oltre, dicendo che da quel momento tutti avrebbero dovuto seguire l’esempio di Napolitano, prendendo dei provvedimenti con serenità ma anche con celerità, seguendo ovviamente le direttive provenienti dal Colle.

Napolitano rieletto al Quirinale con 738 voti.

Lo storico secondo mandato di Giorgio Napolitano al Quirinale iniziato il 20 aprile 2013 ha colpito anche Papa Francesco, il quale si è voluto complimentare con l’ex responsabile del Viminale, dicendo che ha dato dimostrazione di spirito di sacrificio nell’aver accettato nuovamente di ricoprire «la suprema magistratura dello Stato italiano quale Presidente della Repubblica».