Forgotten books: manoscritti medievali tramandati a noi

Per lo studio un gruppo internazionale di ricercatori ha impiegato il metodo di specie invisibili usato in ecologia

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de Sade manoscritto

L’ecologia può essere impiegata per studiare i manoscritti di letteratura medievale. La ricerca Forgotten books pubblicata in Science è incentrata sulle opere di narrativa dei secoli bui arrivate ai giorni nostri. Soltanto un terzo dei racconti di cappa e spada è ancora conosciuta oggi. Il modello di specie invisibili ha consentito di stabilire dei profili di diversità culturali.


All’Ambrosiana i manoscritti arabi in formato elettronico


Come hanno lavorato i ricercatori dello studio Fogotten books: The application of unseen species models to the survival of culture?

Hanno classificato le narrazioni e i manoscritti medievali come esseri viventi. Ogni singola storia è considerata quindi una specie e i testi un avvistamento del tipo di creatura. Lo studio ha riguardato la narrativa cavalleresca in inglese, francese, olandese, tedesco, irlandese e islandese. Sono narrazioni redatte su pergamena e diffuse fintanto la carta divenne più comune in Europa intorno al 1450. I ricercatori intendevano ottenere dati quantitativi sulle opere che si sono conservate dal Medioevo. In genere l’approccio si basa su menzioni di opere perdute nei cataloghi delle biblioteche, ma molti testi persi non compaiono negli elenchi.

Il metodo di specie invisibili Forgotten books

L’approccio adottato quindi indaga la parte di manoscritti che altrimenti non sarebbe considerata. Infatti, in ecologia il modello è utilizzato per determinare quante specie non sono tenute presenti. Gli scienziati faticano a osservare le tipologie di esseri viventi in una determinata area. Il rapporto ha messo in evidenza un fattore precedentemente trascurato: l’uniformità in cui i manoscritti erano distribuiti. Quindi in Francia, dove la letteratura cortese era conosciuta, ma non abbondantemente prodotta, un solo incendio della biblioteca poteva cancellare una storia. Oltre a andare in fiamme, i manoscritti su pergamena erano spesso usati anche per rilegare libri e avvolgere la carne. Talvolta i sarti li impiegavano per le mitre dei vescovi o a nastri di misurazione.

I risultati dello studio Forgotten books

Lo studio ha permesso di individuare 799 racconti letterari su un originale 1.170 ancora in circolazione oggi. Di 40.614 manoscritti, soltanto 3.648 sono sopravvissuti. Germania, Irlanda e Islanda hanno avuto i tassi di sopravvivenza dei testi medievali più alti. Invece, l’Inghilterra il più basso. Il motivo è da ricercare nella conquista normanna del 1066 che ha innescato l’incuria e il riciclaggio delle opere in inglese.

I ricercatori

Il team di studiosi è formato da: Mike Kestemont, Elisabeth de Bruijn e Remco Sleiderink dell’Università di Anversa in Belgio. Folgert Karsdorp del KNAW Meertens Institute di Amsterdam nei Paesi Bassi e Matthew Driscoll dell’Università di Copenaghen in Danimarca.