Feldheim: la cittadina tedesca dalla rete indipendente

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Il suo nome è Feldheim, e conta appena 130 abitanti. Si trova in Germania, a sud-ovest di Berlino, e si alimenta totalmente con energia rinnovabile.

Cosa rende Feldheim così speciale?

Già nel 2010 la Germania ha deciso per la transizione energetica. Usufruire quindi sempre meno dell’energia nucleare e più delle fonti rinnovabili: la risposta da parte dei cittadini è stata positiva. Il villaggio di Feldheim è la prova concreta di come questo sia perfettamente possibile. È stato infatti il primo paese a sganciarsi dalla rete elettrica nazionale, passando alle rinnovabili. Questo accadeva già ben prima del 2010, addirittura due decenni.


Aumento investimenti in energie rinnovabili guida mercato pannelli solari fotovoltaici


Sostentarsi con l’energia eolica

Tutto è cominciato nella metà degli anni 90, quando la società energetica Energiequelle gmbh installò 43 turbine eoliche per la potenza complessiva di 74,1 megawatt proprio qui, a Feldheim. Il posto ideale, poiché il villaggio disponeva di ampi appezzamenti di terreno e qui i venti soffiano molto forte, come riferito da Michael Raschermann, capo della società al magazine online tedesco Der Spiegel. In seguito, è stata costruita una fattoria solare sui resti di una base militare dismessa, che produce abbastanza energia da fornire 600 abitazioni. Feldheim ne conta appena 40: possiamo quindi comprendere quanto ci sia ancora del potenziale.

Un piccolo contributo per grandi risultati

Già nel 2008 il paese ha realizzato un impianto di biogas, “gestito dalla cooperativa agricola locale”, come riferisce la Global Construction Review. Questo tratta 3.500 metri cubi combinati di letame suino e bovino, insieme a 6.125 tonnellate di mais e a 650 tonnellate di cereali integrati. In appena due anni ha quindi potuto affrancarsi totalmente dalla rete elettrica nazionale, anche se la costruzione delle reti ha richiesto un contributo di 3000 euro per ogni abitante. Una somma non piccola, ma che ha permesso al villaggio di vedere le proprie bollette ridursi, oltre a non avere praticamente disoccupazione. Non ultimo, il risparmio di denaro ha fatto sì che potessero essere sistemati i marciapiedi, installati nuovi lampioni e realizzato un centro culturale, in un vecchio fienile equipaggiato con pannelli solari, afferma Associated Press.

Un esempio a livello globale

Dallo scorso febbraio, l’esempio positivo di Feldheim è diventato particolarmente attenzionato, dopo l’inizio della guerra e le sanzioni europee contro la Russia. Sappiamo infatti che la Germania è tra i paesi più colpiti dalla chiusura dei rubinetti del gas: ma il piccolo villaggio può rappresentare una strada alternativa da intraprendere a livello nazionale. E non solo, forse anche oltre i confini dell’Europa.