Esofago bioingegnerizzato impiantato con successo

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Gli scienziati a Londra hanno sviluppato un esofago bioingegnerizzato che è stato impiantato con successo nei topi.

Il lavoro, condotto da scienziati del Great Ormond Street Hospital (Gosh) e del Francis Crick Institute, pubblicato ieri su Nature Communications, ha visto i ricercatori coltivare il primo esofago del mondo progettato da cellule staminali e trapiantato con successo nei topi.

L’esofago è un organo complesso a più strati, costituito da più tipi di tessuto, che agisce come un tubo che trasporta alimenti nello stomaco.

L’approccio avviene in due stadi e  produce un sostituto esofageo completamente popolato, strutturalmente organizzato e pre-vascolarizzato, che potrebbe diventare un’alternativa agli attuali sostituti esofagei.

Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato una “struttura” di esofago di topo e cellule intestinali umane per far crescere tubi ingegnerizzati dell’esofago. Questi sono stati impiantati nei topi e in una settimana il tessuto ingegnerizzato ha sviluppato il proprio apporto di sangue, che è importante affinchè un intestino sano elabori il cibo.

La dott.ssa Paola Bonfanti, co-autrice e capogruppo al Francis Crick Institute e all’UCL Great Ormond Street Hospital Institute of Child Health (ICH), ha dichiarato: “Siamo rimasti stupiti nel vedere che il nostro tessuto ingegnerizzato aveva sia la struttura che la funzione di un esofago sano. Inoltre si è collegato con i vasi sanguigni nelle vicinanze entro una settimana dal trapianto.”

Le sezioni dell’esofago erano capaci di contrazione muscolare, necessaria per spostare il cibo nello stomaco.

Il Prof. Paolo De Coppi, co-autore e chirurgo consulente presso Gosh, e responsabile delle cellule staminali e della medicina rigenerativa presso l’ICH, ha dichiarato: “Questo è un importante passo avanti per la medicina rigenerativa, che ci avvicina sempre più a trattamenti che vanno oltre la riparazione di tessuti danneggiati e offre la possibilità di organi e tessuti privi di rigetto post trapianto. ”

Sono necessari diversi anni di ricerca prima dell’uso clinico, necessitano più prove su animali soprattutto con mammiferi più grandi.

L’obiettivo è quello di creare organi bioingegnerizzati da un esofago di maiale, iniettando cellule staminali di un paziente, per minimizzare il rischio di rigetto.

Ancora oggi, soprattutto nei bambini, la soluzione ai problemi legati all’esofago è un pull up gastrico. Si solleva dunque lo stomaco per collegarlo direttamente alla gola. Ma ciò, non consente una soluzione totale e soddisfacente per il paziente che è ad alto rischio di reflusso gastroesofageo e soffocamento.

Per approfondimenti: https://www.nature.com/articles/s41467-018-06385-w#Sec2

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