La corsa alle elezioni europee 2019 è ufficialmente cominciata. Tra le giornate di domenica 7 e lunedì 8 aprile, tutti i partiti che hanno intenzione di prendere parte alla chiamata alle urne del 26 maggio devono necessariamente presentare e depositare simboli e liste. Il termine ultimo per espletare l’iter previsto dalla legge è quello delle ore 16 di oggi, 8 aprile.

Tra le novità spicca indubbiamente il Partito Internettiano, il cui fondatore, Francesco Miglino, è stato il primo a recarsi al Viminale per ottenere la priorità nella procedura di consegna di simbolo e lista. Raggiunto dal “Corriere della Sera”, il leader ha dichiarato che l’obiettivo del suo movimento è quello di rivedere il concetto e il controllo dell’Europa che attualmente sono nelle mani di “banche e austerità”. In quest’ottica, risulta fondamentale l’apporto del web che consente a tutti i cittadini di essere ben informati e consapevoli di quanto sta accadendo intorno a loro, e questo aspetto può favorire una partecipazione “in tempi reali” alla gestione degli spazi politici e, di conseguenza, dei maggiori temi sociali.

Elezioni europee 2019: il simbolo del Partito Internettiano.

Alle prossime europee dovrebbe presentarsi anche il Sacro Romano Impero Cattolico guidato da Mirella Cece. Ai microfoni dei cronisti, la leader non ha anticipato nulla sul programma del suo partito, limitandosi ad affermare che si tratta di un progetto ambizioso e definendo i componenti del suo schieramento: “monarchici, costituzionali e ministeriali”. C’è da menzionare anche il Partito Pirata che, tra i suoi obiettivi primari, pone quello di garantire “libero accesso alla conoscenza” che non dev’essere ostacolata da fattori economici. Il Movimento della Catena, invece, al Ministero dell’Interno ha depositato un simbolo che raffigura un grande cerchio costituito da numerosi anelli legati tra loro, a ricordare che “l’unione fa la forza”.

Tra i simboli e le liste per le elezioni europee 2019 si nota anche il Movimento dei Forconi, balzato agli onori della cronaca soprattutto fra il 2012 e il 2013, quando bloccò diversi caselli autostradali della Sicilia per dare il via ad una dura protesta che si sarebbe dovuta espandere in tutta Italia, ma che dopo qualche tempo risultò piuttosto limitata. La Liga Veneta Repubblica correrà da sola il 26 maggio, ufficializzando così il suo distacco dal nuovo corso della Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio ha già presentato le credenziali domenica mattina, con Roberto Calderoli che ha ribadito come il contrassegno del partito non avrà alcun riferimento a dei gruppi europei, continuando a mostrare la dicitura “Salvini premier”. L’ex ministro per le riforme non ha nascosto che c’è grande aspettativa per il risultato leghista che punta ad assicurarsi un’ampia rappresentanza nel Parlamento europeo che consentirebbe di cambiare finalmente i connotati dell’UE.

Si prepara alla tornata elettorale europea anche CasaPound che sarà alle urne in un’alleanza con Destre Unite. Alla consegna di simbolo e lista c’erano sia il leader Simone Di Stefano che Massimiliano Panero, il quale funge da punto di riferimento di tutte quelle piccole realtà politiche che fanno parte dello schieramento di destra. CasaPound punta ad un’alleanza con Aemn (Alleanza europea movimenti nazionali) che nell’Europarlamento ha come numero uno l’ungherese Bela Kovacs. Di Stefano non ha mancato di lanciare una frecciatina all’attuale governo, dichiarando che nel programma del suo movimento ci saranno tutti quei punti abbandonati da Lega e Movimento 5 Stelle nel momento in cui sono giunti al potere, ovvero l’addio all’euro e all’Unione Europea.

Alessandro D’Agostini, poeta, conduttore e autore di numerosi programmi a tematica culturale, è il massimo esponente di Poeti d’Azione che vuole portare avanti “La creatività italiana in Europa”. E per coloro che hanno nostalgia della “vecchia politica”, non mancano la Democrazia Cristiana e il PCI.

Poeti d’Azione alle elezioni europee 2019.

Tra i partiti più noti, domenica 7 aprile al Viminale c’era anche il Movimento 5 Stelle che, però, in quest’occasione non si è presentato con le sue guide storiche, Di Maio, Di Battista e Beppe Grillo, ma con un inedito Pierfrancesco Bruno, avvocato di Virginia Raggi, il quale ha chiarito che non è ufficialmente iscritto a M5S, ma ha ottenuto una delega da Luigi Di Maio. Infine anche il Partito Democratico e Forza Italia (tra le forze politiche più note) hanno provveduto a completare l’iter legato a simboli e liste.

Sta facendo discutere la decisione di Giorgia Meloni di candidare per le prossime elezioni europee Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito Mussolini. La leader di Fratelli d’Italia, nel presentare il suo nuovo acquisto, ha ricordato che si tratta di un “professionista, militare e patriota” che darà certamente il suo contributo nel cambiare il volto all’Europa.

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