Egitto nomina nuovo governatore della banca centrale

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Egitto nomina nuovo governatore

L’Egitto nomina un nuovo governatore della banca centrale. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha nominato Hassan Abdullah governatore ad interim in seguito alle dimissioni a sorpresa di Amer. Tarek Amer si è dimesso ieri, poco più di un anno prima del completamento del suo mandato. Con il Paese impantanato dalla crisi economica innescata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina.

Perchè l’Egitto nomina un nuovo governatore?

È ufficiale: Hassan Abdalla assume la carica di governatore ad interim della CBE. L’ex CEO di Arab African International Bank e attuale presidente del colosso statale dei media United Media Services Company, è il nuovo governatore ad interim della Banca Centrale d’Egitto. Dopo le dimissioni di Amer. Tarek Amer era visto come parte del campo che sosteneva il deprezzamento della sterlina. Come un modo per ottenere un nuovo prestito dal Fondo monetario internazionale per far fronte al crescente disavanzo di bilancio. La valuta egiziana a marzo è scivolata a oltre 19 sterline egiziane per dollaro. A seguito della decisione della banca centrale che ha consentito alla valuta di deprezzarsi di circa il 16%. Nel tentativo di arginare un crescente disavanzo commerciale. Pertanto le sue dimissioni sono arrivate dopo che i principali ministeri sono stati riorganizzati sabato. Un rimpasto di gabinetto approvato dal Parlamento in una sessione di emergenza. Un totale di 13 ministeri sono stati sostituiti. Tra cui salute, istruzione, cultura, sviluppo locale e irrigazione. Come anche il ministro del turismo e delle antichità del Paese.

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Quali sfide dovrà affrontare Hassan Abdalla?

Abduallah, 62 anni, laureato in economia aziendale presso l’Università americana del Cairo dovrà affrontare molte sfide difficili. Con il paese che lotta per attirare indietro gli investitori stranieri che quest’anno hanno prelevato circa 20 miliardi di dollari dal mercato del debito locale. Dovrà pertanto attuare un buon coordinamento tra le politiche fiscali e monetarie, i tassi di cambio e di interesse e il controllo dell’inflazione. Che sta raggiungendo i massimi da tre anni. A luglio ha raggiunto il 14,6%. Dovrà negoziare con il Fondo monetario internazionale sulle riforme finanziarie. Inoltre dovrà attuare la risoluzione dei problemi di importazione, la soddisfazione delle esigenze di produzione, il mantenimento e l’aumento delle riserve di valuta estera. E l’adempimento degli obblighi esterni.