Ieri sera a Roma si è concluso il primo Finance Dialogue tra Italia e Cina nel quale si è discusso del futuro delle relazioni tra i due paesi nei settori finanziario, bancario e assicurativo.

Al termine degli incontri è stata pubblicata sul sito ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano la Dichiarazione congiunta del ministro Giovanni Tria e del suo omologo cinese Liu Kun.

La Dichiarazione riassume in 16 punti gli argomenti di discussione trattati dalle due parti.

Italia e Cina si pongono innanzitutto come scopo quello di approfondire le relazioni finanziarie tra i due paesi per facilitare scambi che possano portare benefici a tutte e due le parti. Ci si impegna in questo senso a creare e mantenere un contesto normativo che favorisca il settore degli investimenti e possa creare nuovi posti di lavoro.

Tra i primi punti toccati e messi in evidenza nella Dichiarazione c’è la volontà di migliorare la coordinazione e rendere più efficaci le comunicazioni tra Italia e Cina per operare in condizioni di trasparenza, stabilità e di non discriminazione.

Entrambe le parti sottolineano inoltre l’importanza di sostenere un sistema multilaterale e delle organizzazioni che operano in esso, in particolare del WTO. Le relazioni bilaterali Italia – Cina, si legge, verranno gestite all’interno di un sistema multilaterale come il G20, il Fondo Monetario Internazionale e le banche di sviluppo – Banca Mondiale e la Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture (AIIB – Asian Infrastructure Investment Bank).

La collaborazione multilaterale favorisce la crescita inclusiva e lo sviluppo sostenibile. Per questo motivo si rimarca la volontà di impegnarsi in progetti infrastrutturali di alto livello anche con paesi terzi.

Sostenere la crescita delle imprese italiane che vogliono investire all’estero

Il ministro Tria ha annunciato l’erogazione nei prossimi giorni di Panda bond per 150 milioni di euro con lo scopo di finanziare le imprese italiane che vogliono investire nel mercato cinese. I bond saranno emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP) con la collaborazione della Bank of China come già annunciato lo scorso marzo.

Le obbligazioni saranno emesse in renminbi, la valuta cinese, da parte di un ente non-cinese (CDP per l’appunto), per un totale di 650 milioni di euro. I Panda bond in questo senso, sono uno strumento che consolida l’intesa tra Italia e Cina all’interno del piano più grande della One Belt, One Road.

Per sostenere finanziariamente le imprese italiane in Cina – e in particolare quelle impegnate in progetti legati alla One Belt, One Road – è doverosa una eccellente coordinazione delle istituzioni finanziarie e di consulenza che garantiscano il sostegno necessario.

Banca UniCredit e la società per azioni SACEM con questo scopo hanno firmato dei Memorandum di Intesa con la Export-Import Bank of China. Come si legge nel comunicato ufficiale dell’UniCredit verranno sostenute le iniziative nei settori della meccanica, dell’elettronica, high tech, energia e materie prime.

Nel comunicato stampa della SACEM l’attenzione è sul settore dell’energia, dei trasporti e sulle infrastrutture. Viene anche sottolineata l’importanza di facilitare le opportunità commerciali attraverso scambi di conoscenze, seminari e incontri.

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