Due frammenti di dna che non erano stati presi in considerazione nel corso della prima indagine potrebbero portare a ulteriori sviluppi dopo 17 anni.

Novità eclatanti sul caso di Desirèe Piovanelli, la quattordicenne di Leno (Bs) scomparsa il 28 settembre 2002 e trovata morta il successivo 4 ottobre a cascina Ermengarda, nello stesso comune.

Desirèe era uscita di casa nel pomeriggio del 28 settembre 2002 dopo aver ricevuto la chiamata di Nicola B., all’epoca dei fatti minorenne che la avvisava del fatto che presso cascina Ermengarda, che dista poche centinaia di metri dalla casa dell’adolescente, vi era una cucciolata di gattini. La ragazza, a cui piacevano molto gli animali, non esitò a raggiungere Nicola B. e il resto della compagnia (Nicola V., mattia F. e l’adulto Giovanni Erra), nonostante il padre le avesse più volte raccomandato di non incontrare quei ragazzi considerati “bulli”.

Una volta giunta a cascina Ermengarda, la ragazza capì che era stata vittima di una trappola e che lo scopo dell’incontro sarebbe stato quello di violentarla, per questo si ribellò ai ragazzi e a questo punto Nicola B. la pugnalò più volte nonostante Desirèe cercasse di scappare. Fu lasciata morire dissanguata e l’unico adulto del gruppo, Giovanni Erra scappò via senza soccorrerla. Qualche giorno dopo il branco di adolescenti cercò addirittura di farla a pezzi senza riuscirci.

Subito dopo la denuncia di scomparsa della ragazza partirono le ricerche da parte dei carabinieri di Verolanuova che arrivarono al ritrovamento del cadavere della ragazza e all’identificazione dei responsabili in pochi giorni. Nicola B., nei giorni successivi al delitto aveva infatti inviato un sms al fratello di Desirèe fingendosi di essere la ragazza stessa. I Carabinieri individuarono la scheda sim dalla quale era partito il messaggio e appurarono che era stata rubata l’estate precedente in un villaggio vacanza di Jesolo (Ve) di cui il ragazzo era stato ospite. Nicola B. venne quindi messo sotto torchio dagli investigatori e dopo aver ammesso l’omicidio in concorso portò gli investigatori presso cascina Ermengarda.

Le successive indagini appurarono che oltre a Nicola B., il giorno dell’omicidio erano presenti anche gli altri ragazzi e lo stesso Erra. Verranno tutti condannati: Nicola B. a 18 anni, Giovanni Erra a 30 anni, Nicola V. a 15 e Mattia F. a 10.

cascina Ermengarda all’epoca dell’omicidio di Desirèe

Una rete di pedofili dietro l’omicidio.

Da alcuni anni, il padre di Desirèe, Maurizio Piovanelli, va sostenendo che dietro l’omicidio della figlia non ci sarebbe solamente il branco composto da alcuni adolescenti e un adulto, ma una rete di pedofili composta da persone importanti che avrebbero avuto un ruolo chiave nella vicenda.

Due profili genetici che sarebbero stati ricavati dal giubbotto della ragazza e da un fazzolettino trovati sul luogo dell’omicidio potrebbero portare all’individuazione di nuovi responsabili.

I dubbi del padre della ragazza, supportati dai due dna che non sono mai stati presi in considerazione, hanno portato il Pm di Brescia Carlo Nocerino a riaprire l’inchiesta e ad affidarla alla squadra mobile di Brescia per far luce su alcuni aspetti di questa vicenda. I due profili genetici sarebbero stati ricavati dal giubbotto della ragazza e da un fazzolettino trovati sul luogo dell’omicidio.

Secondo Maurizio Piovanelli, dunque, dietro l’efferato omicidio della figlia ci sarebbe una rete di pedofili composta da gente importante e intoccabile. L’avvocato Alessandro Pozzani, legale dei Piovanelli, ha rilasciato una dichiarazione al settimanale Giallo: << Questa traccia può essere decisiva: potremmo dimostrare che (sul luogo del delitto ndr) c’era un’altra persona e identificarla.>>

Maurizio Piovanelli

Dopo parecchi anni, visti grandi progressi delle Scienze Forensi, in particolare sull’elaborazione e l’identificazione del Dna, potremo avere ulteriori sviluppi su un caso di omicidio e violenza su una quattordicenne inerme.

La Procura della repubblica di Brescia ha affidato alla polizia di Stato le indagini per risalire, tramite il dna contenuto nelle tracce biologiche trovate a cascina Ermengarda alle due persone che erano presenti nella cascina durante l’omicidio.

Si attendono ulteriori sviluppi.

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