Io, Vincent Van Gogh. d’Elia e il “genio” dell’artista, al Leonardo di Milano

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Vincent Van Gogh
Vincent Van Gogh

Presentazione: Io, Vincent Van Gogh

La normalità è una strada lastricata. E’ comoda per camminare, ma non vi cresce nessun fiore”.
Vincent Van Gogh.

Vincent Van Gogh: autoritratto

Questa è la citazione di Vincent Van Gogh, che forse ha più colpito Corrado d’Elia, istrionico, ecclettico, attore, sceneggiatore, regista milanese, cercando di capire il genio dell’artista olandese. d’Elia, che al sacro fuoco del  teatro sta dedicando tutta la sua vita, debutta in prima nazionale, con uno spettacolo su uno dei pittori che più incuriosiscono da sempre. L’imperdibile Io, Vincent Van Gogh, sarà sul palco del teatro Leonardo di Milano, dal 9 al 19 maggio.  

Corrado d’Elia

Si tratta di un racconto di 70 minuti, dove l’attore porta in luce gli aspetti che lo hanno più colpito del genio suicida, a 36 anni, dopo una lunga degenza in un ospedale psichiatrico.  Allo spettacolo hanno collaborato con d’Elia, che oltre a essere il protagonista, ha ideato il progetto e cura la regia; Chiara Salvucci che si è occupata delle scene e della grafica. Assistente alla regia è invece Sabrina de Vita, alle luci abbiamo Christian Laface, mentre tecnico del suono è Gabriele Copes.  Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Corrado d’Elia.

Lo spettacolo

Vincent Van Gogh è uno dei personaggi che più hanno affascinato, la letteratura, il cinema e il teatro. Del pittore olandese si sa tutto, o forse non si sa ancora niente. Fatto sta che durante la degenza in manicomio, dopo essersi tagliato un orecchio, forse sotto l’effetto del troppo assenzio, o forse perché banalmente “matto”, ebbe “l’onore” di incuriosire gli “alienisiti” (gli psichiatri di un tempo) al punto che ebbe una trentina di diagnosi psichiatriche diverse. Senza troppe dietrologie, si sarà trattato di un vero calvario, come spesso accade quando la nostra vita si ferma alla ricerca di classificare un malessere. Il messaggio dello spettacolo di d’Elia non è però quello di etichettare l’artista nella categoria dei matti o dei normali. Probabilmente nella mente di Van Gogh non entreremo mai. Quello che ci resta del genio creativo dell ‘artista è un patrimonio artistico inestimabile.

Vincent Van Gogh, Notte stellata sul Rodano

Conclusioni: Io, Vincent Van Gogh

La rappresentazione si pone l’obiettivo di andare oltre la leggenda della malattia mentale e della vita difficile del pittore, destinato sia alla dannazione che alla storia. Io, Vincent Van Gogh fa un, necessario e dovuto, passaggio successivo. E’ Van Gogh che ripercorre se stesso, raccontando al pubblico i passaggi fondamentali della sua vita. Leitmotiv della rappresentazione è interpretare il cuore di un artista, nel senso di un uomo che non può fare a meno della sua arte. Cibo di cui si nutre la sua anima. 

Io, Vincent Van Gogh
Vincent Van Gogh: Autoritratto con orecchio bendato

Spiega il regista:Un racconto che è un autentico flusso emotivo in soggettiva, che pare comporsi via via, piano piano, davanti a noi, proprio come fosse un quadro, a grandi pennellate. Ecco dunque l’artista e la sua vita, le sue riflessioni, gli anni di Parigi, il rapporto epistolare col fratello Theo, la vita ad Arles, l’amicizia travagliata con l’artista Gaugin, il manicomio e in ultimo il grande mistero che ancora avvolge la sua morte.   
Non ci importa sapere se davvero Van Gogh fosse pazzo. 
I suoi quadri, i suoi disegni e soprattutto i suoi colori ancora oggi continuano ad emozionarci e a raccontarci la sua grande, incompresa umanità.          
E’ sempre il cuore quello che ci colpisce, come l’emozione ciò che inseguiamo ogni volta con i nostri racconti. Sarà proprio questo dunque che andremo a raccontare
”.

Per informazioni e prenotazioni: https://www.mtmteatro.it/events/io-vincent-van-gogh/

https://www.corradodelia.it/

Da un artista la storia di un artista: Van Gogh-Sulla soglia dell’eternità al cinema

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