domenica, Maggio 26, 2024

Dal terremoto all’arte: a Montella nasce la Biennale d’Irpinia

Oggi nel Complesso Monumentale di Santa Maria della Neve a Montella (AV) nasce ufficialmente la Biennale d’Irpinia su patrocinio del Comune e dell’Accademia Imago. La prima edizione di questa nuova rassegna d’arte contemporanea intende riflettere il tema del terremoto. L’esposizione è aperta fino al 14 agosto 2021 con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì ore 17.00-20.00, sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 17.00-20.00. L’ingresso è libero con esibizione del green pass.

Il progetto della Biennale d’Irpinia

Mentre sono in corso i preparativi per la prossima edizione della Biennale di Venezia, la Biennale d’Irpinia è realtà. Il progetto, a cura dell’arch. Stefano Volpe, era inizialmente programmato per lo scorso novembre, esattamente a 40 anni dalla nota tragedia sismica del 1980. Purtroppo, per le ragioni legate alla pandemia, l’evento non si è concretizzato. Ecco perché soltanto oggi, 7 agosto 2021, la Biennale d’Irpinia aprirà i battenti alle ore 18.00. Nonostante ciò, il titolo della mostra d’arte rimane “Quaranta”, come gli anni che sono trascorsi dal famoso terremoto. La Biennale si pone in continuità all’esposizione “Quasi quaranta”, organizzata nel 2018 al Castello Cavaniglia di Bagnoli Irpino, il cui filo conduttore era sempre il tema del terremoto con le sue conseguenza sulla zona e sulla società. Lo scopo dell’appena nata Biennale d’Irpinia non è solo quello di sensibilizzare su temi ambientali, ma anche di spianare alla strada alla creazione di collettive biennali che sappiano radicarsi nel territorio irpino e diffondere sempre più le potenzialità dell’arte contemporanea.


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Gli artisti della Biennale

Nell’antico convento di Santa Maria della Neve saranno esposte opere di dodici artisti provenienti da ogni parte d’Italia. La successione di questi lavori accompagnerà il visitatore in un percorso che va dal figurativo tradizionale al puro astrattismo. Troveremo autori di diversa estrazione artistica: pittori, scultori, fotografi, artisti concettuali. Hanno partecipato i locali Maria Rachele Branca, Francesco Campese, Alessandro Petriello, Generoso Vella, Stefano Volpe; i marchigiani Carlo Chiatti e Ricardo Aleodor Venturi; gli abruzzesi Alessandro D’Aquila ed Emanuele Moretti; i romani Guglielmo Mattei e Filippo Saccà; il veneto Matteo Bagolin. Sarà possibile guardare un video documentario realizzato da Petriello sul terremoto del 1980 che riporta le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona il tragico evento. Accanto ai lavori di questi dodici artisti, vengono esposte eccezionalmente tre opere dei fratelli Elio, Luigi e Rosario Mazzella, tra i più importanti maestri napoletani degli ultimi decenni. Visto che Luigi e Rosario sono venuti a mancare proprio quest’anno, la collettiva sarà anche l’occasione per celebrarne il ricordo.

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