Come Allevare il British Shorthair

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Il British Shorthair (Britannico a pelo corto) è il discendente dei gatti portati in Gran Bretagna dai Romani, che si incrociarono con i gatti selvatici nativi.

Questa razza iniziò ad essere selezionata solo a partire dal 1871, principalmente nella loro varietà blu. Per molto tempo i British Blu furono confusi ed accoppiati con il certosino francese, tanto che la FIFe decise di unificare le due razze.

Solo nel 1970 tornarono ad essere due razze distinte, con standard diversi ed in comune solo il colore. Il British Shorthair però ha molte altre varietà di colore, quindi il colore del mantello non è di fondamentale importanza. Nel 2001 è emerso che è la razza più diffusa in Europa. In questa guida troverete dei consigli su come alimentare e allevare questo gatto meraviglioso.

  • British Shorthair
  • spazzola con setole
  • cibo confezionato per gatti
  • acqua

Bello, furbo e coccolone. Ama la quiete della casa e la compagnia delle persone. Il suo carattere può essere definito solido, non si lascia cedere a crisi nervose e non morde o graffia per paura.

Proprio per questo è molto paziente con i bambini, infatti piuttosto che tirar fuori le unghie, se infastidito, tende a spostarsi ed a mettersi in un luogo tranquillo. Il suo carattere particolarmente indipendente lo rende il gatto ideale per chi passata molto tempo fuori casa per lavoro, infatti tende a giocare molto anche da solo e non combina pasticci per casa.

Si affeziona molto alla famiglia e ad ogni suo componente. Quando il padrone è a casa tende a seguirlo quasi in maniera persecutoria e convive bene anche con altri animali, cani compresi. È un compagno ideale anche per gli adulti: è più legato ai padroni che alla casa, quindi si adatta bene anche ai viaggi ed ai cambiamenti.

Ama essere coccolato, ma non farsi stringere e strapazzare inutilmente, quindi sarà lui a decidere quando è l’ora delle coccole. Solitamente si sistema in qualche “strategica” posizione, dove da di poter controllare i movimenti della sua famiglia umana. Non richiede particolari attenzioni per la toelettatura, anche se è bene spazzolarlo almeno una volta a settimana, in particolare nel periodo della muta.

Possono essere soggetti all’obesità, soprattutto se sterilizzati e tenuti al chiuso, quindi è necessario curare la loro dieta. Sono caratterizzati da un’innata voracità, per cui dopo i due anni, cioè quando raggiunge la completa maturità è necessario prestare attenzione alle dosi giornaliere di cibo.

Le dosi variano in base al peso, all’età ed alle singole esigenze del gatto. È da preferire un’alimentazione mista secco ed umido, con croccantini monoproteici di buona qualità. Come per tutti i gatti, i croccantini dovranno essere sempre a disposizione (ovviamente senza sforare le dosi giornaliere), in quanto i gatti per natura tendono a mangiare poco e spesso, insieme all’acqua fresca.

L’alimentazione deve includere dei prodotti anti-bolo, necessari per evitare la formazione di tricobenzoari, ossia boli di pelo, che possono causare problemi gastrointestinali.

L’allevamento

In linea generale è una razza che gode di buona salute. Ovviamente per riuscire a mantenerla deve seguire la profilassi dei vaccini e delle cure antiparassitarie.

Dal punto di vita genetico, le patologie che possono essere presenti sono il rene policistico e la cardiomiopatia ipertrofica, individuabili grazie a test genetici. Per allevare al meglio il vostro British Shorthair, l’unica cosa che sarà necessaria è relativa al suo mantello, che spesso dovrete spazzolare con le setole, specialmente nei periodi di muta.

Tutto questo affinché il suo pelo non crei gomitoli brutti, che possono essere ingeriti dal gatto stesso. Altra cosa che è fondamentale, è quella di pulire lui gli occhi ed orecchie, almeno una volta alla settimana. Lo potrete fare con un panno umido, oppure con una garza. Come ultima cosa, dovrete controllare in modo regolare che non sia infestato dalle zecche

Standard

Qualora voi vogliate avere un British Shorthair con la razza certificata, è necessario essere in possesso del pedigree, l’unico documento che attesta la reale provenienza e genealogia del gatto. Il British mantiene in tutte le sue caratteristiche una certa rotondità, quindi testa tonda e occhi tondi giallo cuoio. Tutti i colori vengono accettati, per cui si possono incrociare British di colori diversi tra di loro. La coda appare più corta rispetto ad altre razze. Il corpo è tozzo e robusto.

La leggenda

Secondo una leggenda, il progenitore del British Shorthair non proveniva dalla Gran Bretagna, ma bensì dell’Egitto. Era il gatto del generale Gasthelos e di sua moglie Scota. Era talmente amato da essere considerato l’effige vivente di una divinità.

Il generale Gasthelos inseguì gli ebrei in fuga fino al Mar Rosso, e quando questi fuggirono aprendo le acque fu costretto ad abbandonare l’Egitto. Il gatto ovviamente andò con lui, come propiziatore di buona sorte. Una volta che Gasthelos e la moglie arrivarono in Gran Bretagna, il gatto mostro di apprezzare molto la nuova dimora ed incominciò ad incrociarsi con le gatte selvatiche del territorio.

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