“We As Nature”: fra arte e consapevolezza

Un evento da non perdere

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L’essere umano, nel suo evolversi, è senz’altro riuscito a trasformare la Terra in un luogo agevole e funzionale per l’esistenza umana. Tuttavia, questo perpetuo cambiamento, ha determinato numerose conseguenze. Senza stare a elencare quest’ultime una dopo l’altra, possiamo trovare la conferma di ciò in un punto focale. L’allontanamento dell’uomo dalle sue radici, dalla natura. Non a caso, nel corso degli anni, le persone hanno a poco a poco manipolato il mondo, a volte rendendo il circostante come un “di più”. Come un dettaglio, talvolta di disturbo. A questo proposito, è stata ideata la mostra “We as Nature”.

Di cosa tratta il progetto “We as Nature”?

L’iniziativa è a cura di Roberta Melasecca, Fabio Milani e Sabrina Consolini. Questa mostra vedrà la sua inaugurazione il giorno 28 ottobre 2020 alle ore 17.00 negli spazi del Ripa Place, all’interno dell’Hotel Ripa Roma e sarà visitabile fino all’11 novembre. Il tema del progetto, rispecchia perfettamente quello del disegno che lo ospita, ossia la Rome Art Week (RAW) – Kou Associazione no-profit, per la promozione delle arti visive. La quinta edizione di quest’evento, è interamente incentrata sulla sostenibilità ambientale e la risaltazione della Terra nella sua naturale bellezza.

Il progetto “We as Nature”, propone un passo indietro, ma anche uno grande balzo in avanti. Il suo nome, ci fa già in parte comprendere questo intento. “We as Nature”, significa infatti “Noi come Natura”. Per l l’appunto, questo paragone, intende far riscoprire a tutti noi le nostre stesse radici. Troppo spesso tendiamo a portare avanti una mentalità antropocentrica, che vede l’uomo al centro del mondo, padrone di ogni cosa. Al contrario, quasi mai si riflette sul fatto che noi stessi siamo natura. Siamo parte di essa, a parte delle piante e degli animali. Ragione per cui tutti noi abbiamo il dovere di rispettare e amare il nostro pianeta e i suoi abitanti.

Il passo avanti di “We as Nature”, consiste nel promuovere questa mentalità come una svolta per il futuro. Un futuro più sostenibile, più rispettoso nei confronti di tutti e tutto. La promozione di energia pulita, nonché di uno stile di vita il più possibile a impatto a zero, non sono estremismi di nicchia. Al contrario, queste sono prese di coscienza, azioni doverose nei confronti di chi già respira e dei cuori che inizieranno a battere più avanti. D’altra parte, solo rendendo noi e il nostro ambiente sempre più green, possiamo sperare nell’esistenza di un futuro.

Un progetto più che mai attuale

“Osserviamo l’ambiente in cui viviamo. Viviamo, cresciamo in funzione delle risorse a disposizione. Comunichiamo e ci scambiamo informazioni. Costruiamo comunità. Noi e le piante, noi e la natura abbiamo la stessa essenza, gli stessi comportamenti verso noi stessi e il mondo, dentro, fuori, intorno”. Oggi, nel 2020, noi siamo identici alle piante: essendo stati obbligati a rimanere fermi, abbiamo sperimentato e vissuto quello che la natura, per convenienza e per conservare e riprodurre se stessa, reitera ogni giorno, ogni istante. E così siamo diventati osservatori di avvenimenti, azioni e comportamenti ed abbiamo sviluppato percezioni che ci rendono consapevoli.

Sono consapevole che la mia cultura e il mio agire determina il mio futuro e che non è troppo tardi per modificare la direzione di questa nuova era, di questo Antropocene che genera attraverso l’attività umana modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Non è troppo tardi per orientare la speranza e per imprimere nuovi segni all’ecosistema globale”.

E’ così che Stefano Mancuso, botanico e saggista, ha introdotto il progetto. D’altra parte, questo 2020 ci ha insegnato cosa si prova a fermarsi. Ad arrestare il nostro costante e frenetico fluire su questo pianeta. Infatti, durante i mesi del lockdown, abbiamo assistito a un rifiorire della natura, a discapito della nostra tragica condizione. In quel periodo, molti animali hanno ripreso i loro spazi. Il cielo ha ripreso a respirare, per via dell’assenza dell’ingente traffico aereo, del funzionamento delle industrie e dell’andirivieni di qualsiasi mezzo di trasporto.


Il lockdown sta favorendo il ritorno delle api


Amarsi e amare

Questo risvolto, è un’effettiva conferma di questo scenario. Di fatti, ecco perché il progetto “We as Nature”, non fa altro che mostrarci la verità. Una realtà che troppo spesso ignoriamo, sottovalutiamo o non vogliamo ascoltare. Eppure, sappiamo ormai che il tempo che ci rimane non è infinito. Così, come non lo è quello di tutto il circostante. Noi siamo solo parte della natura. Siamo l’unica parte capace di distruggerla, nonché l’unica che può ancora rimboccarsi le maniche per salvarla. Dunque, partecipare a questa mostra, può rivelarsi un trampolino di lancio per la costruzione del futuro.

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