domenica, Aprile 21, 2024

La Cannabis Light Cbweed arriva nei coffè shop di Amsterdam

La Green House Seed Company, una delle principali aziende del settore cannabico internazionale ha deciso di investire sulla cannabis ligh Cbweed.

La società in collaborazione proprio con Growers Department Cbweed sta lavorando allo sviluppo di una linea di prodotto ad alto contenuto di CBD per il mercato italiano. Dato l’eccezionale successo riscosso dal progetto, Green House ha deciso di inserire questa linea, anche nei propri coffe shop, compreso quello dedicato ai leggendari Strain Hunters, appena inaugurato.

Questo è un grande passo per il mercato di cannabis legale italiano. Nonostante sembra ancora lontano il livello raggiunto dal più florido mercato olandese è la prima volta che un’azienda italiana del settore riesce a soddisfare gli alti standard qualitativi richiesti da Green House ed ha essere inserita all’interno dei coffee shop.

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Il mercato italiano della cannabis light Cbweed entra a far parte di diritto fra le eccellenze d’europa ottenendo un riconoscimento anche dai principali player mondiali. 

2020: “l’anno d’oro” della cannabis light?

Cannabis Light Cbweed

Secondo studi di settore il 2020 è stato l’anno d’oro per la Cannabis Light. Stando ai numeri durante l’anno della pandemia gli ordini online di cannabis leggera solo raddoppiati. Tanto è in miglioramento il mercato italiano della cannabis che Green House ha deciso per la prima volta di introdurre prodotti della cannabis light Cbweed nei suoi coffe shop.

A tal proposito Luca Marola fondatore di EasyJint in un’intervista con le Iene, si è dichiarato soddisfatto del giro di affari ottenuto nel 2020 che ha visto un incremento quasi del 50% delle vendite. I guadagni nel settore sono passati da circa 150 milioni a quasi 300 milioni in soli 12 mesi. Secondo le stime condotte da l’economista Davide Fortin riportate su Repubblica:”Si potrebbe arrivare a mezzo miliardo di euro e alla creazione di 30mila posti di lavoro in più con una regolamentazione ad hoc”.

Secondo alcuni studi, la filiera della cannabis light e suoi derivati, infatti, potrebbe incentivare l’agronomia e riportare i nostri giovani a lavorare nei campi. Il settore della canapa industriale che, nonostante i pregiudizi e le battaglie ideologiche ancora in corso, è legale. Solo in Italia il settore conta centinaia di aziende attive e un indotto occupazionale di circa 10 mila addetti tra imprese agricole e commerciali. Manca però ancora un passo, fondamentale, la regolamentazione dell’uso del fiore di canapa. Un’operazione che in altri paesi europei e in vicina Svizzera, per esempio, è avvenuta anni fa.

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