BULLISMO, LA NUOVA LEGGE

No al bullismo

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Bullismo

Bullismo: la nuova proposta di legge. Sempre più agghiaccianti sono gli episodi relativi al bullismo, sempre più inquietante la violenza che si consuma nei centri più effervescenti della comunità: nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di ricreazione. Lo Stato, protettore dei cittadini, soprattutto di quelli più piccoli, ha varato nel corso del tempo diverse norme per porre un freno alla piaga del bullismo. Sì, il bullismo è una vera e propria piaga sociale; fenomeno che irretisce i più deboli e i più fragili. Il bullismo è una morsa cattiva che imprigiona i soggetti nella paura, nella preoccupazione. In casi estremi, la prigione diventa morte.

Stop bullismo

Nuova legge sul bullismo, vediamo di cosa si tratta.  Il nuovo testo prevede che il carnefice, il “bullo”, potrebbe essere separato dalla famiglia nel caso in cui si mostrasse recidivo, quindi il Tribunale dei Minori affiderebbe il “bullo” ad una casa famiglia. Questo prevede, per i casi più gravi di bullismo, la legge che la Commissione Giustizia della Camera ha approvato e che arriverà in Aula lunedì prossimo. La legge istituisce anche un numero verde, il 114, per tutte le vittime.

IL DIBATTITO

In Commissione si è registrato un dibattito tra la coalizione FDI, Lega e FI e la parte M5S e PD. Per la prima l’aspetto più importante è l’elemento penale: i partiti politici della coalizione di destra puntano solo all’introduzione dello specifico reato di bullismo, con pene da sei mesi a quattro anni di reclusione. La parte politica M5S e PD invece sostiene sì la pena per il misfatto ma anche e soprattutto la prevenzione e il recupero educativo del bullo. Nel testo presente il documento sulla parte penale per i maggiorenni che accomuna il bullismo allo stalking. La legge stabilisce che qualsiasi soggetto può segnalare casi di bullismo al Procuratore il quale provvederà a segnalare al Tribunale dei minori; sarà poi il Tribunale ad aprire un procedimento in cui stabilire gli obiettivi di un percorso di rieducazione del bullo. Tutti i dettagli e le metodologie del piano rieducativo sono concordati con servizi sociali e famiglia del ragazzo/a; la “sentenza” finale per il bullo è strettamente influenzata dalla valutazione finale di servizi sociali e Tribunale sul comportamento del ragazzo stesso.

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