È nato a Milano Zerobullismo, il nuovo progetto per combattere il cyberbullismo.

La Milano Digital Week, quest’anno, ha scelto come tema l’intelligenza urbana; ovvero come le nuove tecnologie trasformino il lavoro, la città e le relazioni umane. All’interno di questo contesto, sabato 16 marzo, viene lanciato Zerobullismo, che coinvolge i giovani, le aziende e le scuole.

Zerobullismo è il progetto, nato alla Digital Week di Milano, per contrastare il cyberbullismo.
La Digital Week lancia il progetto Zerobullismo

Si tratta di un concorso, promosso dalla onlus EveryChildismyChild da ND Comunicazione, dallo studio legale DIKE, con il contributo dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Ai partecipanti è richiesto di raccontare una storia che contenga un messaggio contro il cyberbullismo. Non è necessario partecipare con un testo scritto: si possono creare contenuti sia audio- visivi che musicali; non è necessario nemmeno utilizzare l’italiano: si può dare il proprio contributo in qualsiasi lingua del mondo.
Anche se è rivolto soprattutto agli studenti, il concorso è aperto a chiunque desideri sensibilizzare il pubblico sulla corretta navigazione in Internet; famiglie, scuole e aziende sono perciò invitate a partecipare.

Zerobullismo si rivolge a studenti, famiglie, scuole e aziende per combattere insieme il cyberbullismo e sensibilizzare su una corretta navigazione
Zerobullismo invita tutti a combattere il bullismo in rete

Il Cyberbullismo non è un problema da sottovalutare. Ad essere colpiti sono soprattutto i giovani, nativi digitali, e ,in quanto tali, esposti precocemente alle minacce della rete. Il potere che la rete offre ai bulli è infatti enorme: ad ogni ora e in ogni luogo questi possono torturare le loro vittime con un semplicissimo click. Non è più necessario incontrarle di persona, guardarle negli occhi e “metterci la faccia”. Ad oggi basta un click, molto spesso anonimo.

La problematica è reale. Già nel 2017, le statistiche informavano che il 59% delle vittime di cyberbullismo aveva pensato al suicidio per mettere fine alla sofferenza inflittagli dai bulli della rete. Mentre già nel 2016, 1 vittima su 10 aveva riferiva di aver tentato il suicidio. E, purtroppo, alcuni giovani lo hanno attuato.

Emblematico il caso di una quattordicenne, suicidatasi buttandosi dalla terrazza dell’ex hotel Palace a Cittadella, nel 2014. Qualcuno la offendeva continuamente online, “Suicidati” le scrivevano, “Meriti di stare sola”. Così come colpisce la disperazione della dodicenne di Pordenone che prima di tentare il suicidio scrisse ai suoi compagni “Ora sarete contenti”. Episodi come questo non devono accadere, per questo occorre educare alla corretta navigazione.

Internet e i social sono uno strumento potente che può migliorare la vita delle persone e non devono in alcun modo diventare uno spazio di bulli e di minacce. Occorre educare al corretto uso della rete per proteggere chi ne fa uso. A questo fine nasce Zerobullismo, perché occorre agire per fermare questa piaga digitale prima che estenda il dolore che ha già causato.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here