Elezioni posticipate ovunque tranne in Polonia

Nonostante nel mondo siano molti i paesi che hanno deciso di rimandare le proprie elezioni, la Polonia decide di fare una "scommessa sicura".

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elezioni posticipate ovunque tranne in Polonia
elezioni posticipate ovunque tranne in Polonia

Questa primavera in Europa sarebbe stata una stagione ricca a livello politico. Le elezioni sono state posticipate ovunque tranne in Polonia, a causa dell’epidemia. In questo articolo ci concentreremo sulla situazione della Macedonia del Nord, della Serbia e della Polonia.

Macedonia del Nord

I partiti politici della Macedonia del Nord hanno deciso di rinviare le elezioni parlamentari del 12 aprile a causa dello scoppio del coronavirus. Ha dichiarato martedì Zoran Zaev, capo dei socialdemocratici al potere ed ex primo ministro.

Negli ultimi mesi la Macedonia del Nord si era preparata alle elezioni parlamentari che avrebbero segnato il suo destino in Europa e nella NATO. Lo scorso ottobre Paesi Bassi, Francia e Danimarca avevano impedito all’UE di avviare i colloqui di adesione con la Macedonia settentrionale e l’Albania.

Zoran Zaev aveva definito la scelta europea ” un errore storico”. Zaev è stato inoltre il principale sostenitore dell’accordo con la Grecia per cambiare nome al porprio paese, concludendo così 30 anni di dispute e aprendo la strada ad Atene per sostenere l’offerta di Skopje per l’adesione all’UE e alla NATO. Inseguito il premier macedone ha chiesto elezioni anticipate e si è dimesso. Ora il governo è guidato dall’ex ministro degli interni Oliver Spasovski.

“La salute e la sicurezza dei nostri cittadini non hanno prezzo. Siamo tutti d’accordo sul fatto che le condizioni non esistono per l’elezione”, ha detto Zaev ai giornalisti. I casi accertati di coronavirus a Skopje sono 114, con 29 casi nuovi, la maggior parte nella capitale.

“Dato lo scoppio del coronavirus e un ampio arresto nel paese, il rinvio delle elezioni previste per il 12 aprile è stato in gran parte inevitabile. La decisione di rinviare, o per essere più precisi, di cancellare i preparativi per le elezioni, è stata una decisione congiunta di tutti gli attori politici ”, afferma Simonida Kacarska, direttrice dell’Istituto di Politica Europea, chiamato Emerging Europe.

Il coronavirus nel dibattito pubblico macedone

La gestione della crisi attuale da parte del governo Macedone sarà un duro colpo per le prossime elezioni. Nonostante l’opposizione partecipi alle decisioni del governo, gli elettori ala fine giudicheranno solo l’operato del principale partito al potere. “Ci si può aspettare che la recessione economica, che è inevitabile, sarà utilizzata dall’opposizione come argomento contro il partito al potere. Le prestazioni del sistema sanitario probabilmente determineranno gli argomenti del partito al potere alle elezioni, a seconda di quando si terranno ”, ritiene Kacarska.

Nonostante l’iniziale rifiuto del 2019, l’UE si è poi proposta di rilanciare il processo di allargamento. Dopo due anni di incoraggiamenti, in queste settimane i paesi dell’UE hanno deciso di approvare l‘avvio dei negoziati per l’adesione della Macedonia del Nord e dell’Albania.

“Una decisione dell’UE di avviare i negoziati di adesione sarà utilizzata dal partito al potere per giustificare la legittimità delle sue decisioni in merito alla disputa sul nome”, continua Kacarska. Tuttavia ritiene che l’uso di temi elettorali relativi all’UE nella prossima campagna, dipenderà dall’aiuto offerto dall’Europa nella gestione dell’epidemia.

La sfida del coronavirus in Serbia

Anche le elezioni parlamentari in Serbia sono state rinviate a causa del virus. Gran parte dell’opposizione aveva deciso di boicottare le elezioni convincendo altri partiti a farlo. Accusando il presidente serbo e il suo partito di avere una stretta troppo ferma sui media e sul processo elettorale.

“La mancanza di consenso generale su questioni come l’accesso ai media, il ruolo dell’autorità di regolamentazione dei media, la trasparenza dei registri degli elettori e il finanziamento delle campagne ha diviso i partiti pubblici e politici, mentre il processo di adesione della Serbia all’UE è diventato un costo collaterale di questa divisione “, Afferma Srdjan Majstorovic, presidente del consiglio direttivo dell’ European Policy Center.

Majstrovic dichiara in seguito, che l’opposizione serba ha deciso di astenersi dal dialogo moderato con l’UE. Il motivo di tale contrasto sarebbe che “l’UE stava chiudendo un occhio sul fallimento delle istituzioni e delle procedure democratiche in Serbia in cambio dell’impegno della sua leadership nella normalizzazione delle relazioni con il Kosovo “.

Il rapporto delicato tra Serbia e UE

Così come in Macedonia del Nord si ritiene che l’epidemia darà una svolta alla situazione politica Serba. Le conseguenze politiche e sociali e la risposta del governo alla crisi saranno centrali nel dibattito pubblico elettorale. Un altro ruolo importante sarà giocato dal sostegno dell’Europa in questo momento di crisi. L’altro attore politico importante in questa situazione sarà la Cina.

La Cina ha infatti reagito rapidamente, fornendo attrezzature mediche e dando la percezione di aver gestito con successo la guerra contro il coronavirus. L’Europa al contrario sembra dimostrarsi limitata nella comunicazione con i cittadini serbi e con altri paesi del Balcani occidentali. Questa situazione potrebbe contestare il modello di cooperazione e solidarietà dell’UE.

Questa spiacevole situazione ha fornito ai funzionari serbi un momento perfetto per ricordare la loro “fratellanza di ferro” con la Cina. Affermando inoltre, la mancanza di una tale solidarietà con l’Europa. Nonostante inseguito, l’UE abbia deciso di donare 7,5 milioni di euro alla Serbia tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE, questa donazione è stata accolta con poco entusiasmo.

“L’UE avrà un compito difficile in qualsiasi tentativo di affrontare il proprio ruolo futuro nel mondo. Qualunque sia il risultato, i Balcani occidentali dovrebbero essere parte integrante di tale visione. Il riconoscimento reciproco e inequivocabile dell’interesse comune per la Serbia – e altri paesi dei Balcani occidentali – l’integrazione nell’UE è essenziale “, ritiene Majstorovic.

Inseguito ha concluso dicendo che, secondo lui, le conseguenze della crisi attuale e i suoi effetti sul futuro dell’UE avranno un impatto importante sulla democrazia serba e sulla motivazione di perseguire i cambiamenti guidati dall’adesione all’Europa.

La Polonia non rimanda le elezioni

La situazione è diversa in Polonia, dove il presidente del partito attualmente al potere, Jaroslaw Kaczynski, ha dichiarato: “Sono convinto che al momento non vi siano prerequisiti per introdurre uno stato di emergenza (…) in base al quale le elezioni potrebbero essere annullate”.

La decisione del governo è quindi quella di mantenere le elezioni presidenziali del 10 maggio. Una conclusione considerata da molti controversa, data la posticipazione delle elezioni in quasi tutti gli altri paesi del mondo.

“Come sempre in situazioni di crisi, le persone tendono ad evitare i rischi nelle mani della leadership in carica”, dice Piotr Buras, capo dell’Ufficio di Varsavia del Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR). Spiegando poi, che tenere le presidenziali sembra essere una scommessa sicura per Andrzej Duda, il presidente polacco in carica che si candida alla rielezione.

La “scommessa sicura” della Polonia

Buras afferma di fare affidamento sul partito al potere che ha adottato misure rapide di contenimento dell’epidemia.

“Sebbene sia ancora troppo presto per valutare l’efficacia di queste misure, in particolare il cattivo stato del servizio sanitario sotto finanziato, questa potrebbe rivelarsi una bomba se il numero di infezioni aumenta rapidamente.” Ha dichiarato Buras.

Buras dimostra le sue affermazioni mostrando che, fino a due settimane fa si era sicuri che le elezioni sarebbero state concluse su due tornate di votazioni. Eppure i recenti sondaggi hanno provato che Dura potrebbe garantire la sua rielezione dopo solo il primo turno.

Tuttavia, il picco di infezioni non ancora raggiunto e l’incertezza della gestione dell’epidemia da parte del governo potrebbero far invertire le preferenze, o addirittura portare al collasso del sostegno a Dura. In tal caso però, sarà sempre possibile spostare le elezioni dichiarando uno stato di emergenza.

Infine aggiunge che, come in molti altri paesi, l’emergenza coronavirus è al centro del dibattito pubblico. L’opposizione vorrebbe rimandare le presidenziali poiché è in difficoltà con la campagna elettorale. Duda invece punta la comunicazione sugli aspetti positivi della sua gestione dell’epidemia. Vi sono però molte titubanze sulle misure restrittive applicate dal governo in carica.

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