Accordo sul clima: spunta l’energia nucleare, la Polonia si chiama fuori

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Unione Europea: i termini del compromesso sul clima.

Al termine di una lunga notte di trattative, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sul clima che, però, presenta ancora molti punti oscuri e diversi interrogativi. È stato infatti piuttosto difficile trovare un compromesso tra le esigenze dei vari Paesi, e tutt’ora ci sono delle divisioni interne che non sono state ancora del tutto archiviate. Nonostante ciò, Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ha annunciato con una certa nota di soddisfazione che è stata trovata un’intesa sulla «neutralità climatica entro il 2050».

La prima nota stonata di questo accordo sul clima, però, risponde al nome della Polonia. Quest’ultima, infatti, ha chiesto e ottenuto di non essere inserita nel compromesso ufficiale, sottolineando l’esigenza di aver bisogno di un po’ di tempo in più per riflettere sulla fattibilità degli obiettivi inseriti nel documento. Il premier polacco Mateusz Morawiecki, dopo il vertice di Bruxelles ha spiegato alla stampa che è riuscito ad ottenere un’esenzione dall’Unione Europea. Dunque, non a caso il testo ufficiale del Green Deal recita che l’UE si impegna a tagliare il traguardo della neutralità climatica entro il 2050, aggiungendo al contempo che in questa fase la Polonia «non può impegnarsi a realizzare quest’obiettivo», e rimandando così la questione al prossimo summit che verrà organizzato per giugno 2020.

Intesa UE sul clima: la Polonia ha ottenuto l’esenzione.

Il governo di Varsavia, avendo una produzione energetica basata sull’80% di carbone, ha chiesto maggiori garanzie sulle modalità con cui verrà attuata la procedura di transizione energetica. In quest’ottica, dunque, sarà fondamentale visionare e studiare il progetto sul Fondo di transizione UE che verrà presentato a gennaio. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha già dichiarato che verranno stanziati circa 35 miliardi di euro (che potenzialmente potrebbero salire fino a 100 miliardi) che saranno fondamentali in particolar modo per venire incontro a quei Paesi la cui produzione energetica dipende ancora oggi principalmente dal carbone.

La spartizione di questi fondi rischia di creare ulteriori divisioni tra gli Stati membri dell’Unione Europea. La Repubblica Ceca, tramite il suo premier Andrej Babis, ha già avvisato che il suo Paese avrà bisogno almeno di 40 miliardi di euro. E il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non è stato da meno quando ha anticipato che l’Italia intende chiedere l’autorizzazione al sussidio finanziario anche per l’acciaio. Secondo il Capo del Governo, infatti, la questione dell’Ilva rientra appieno in «questa logica», ma si prevede un serrato confronto con gli altri partner in un futuro nemmeno troppo lontano.

Accordo sul clima: c’è anche il nucleare tra le energie eco-sostenibili

L’Italia nel corso del summit di Bruxelles ha anche provato ad avanzare la proposta relativa allo svincolo dal deficit degli investimenti rientranti nel settore del «green». Per il momento, però, Giuseppe Conte ha dovuto fare i conti con la reticenza dell’Unione Europea nel concedere un’esclusione dai parametri di valutazione degli interventi volti alla tutela ambientale, e per questo motivo il Presidente del Consiglio vorrebbe almeno ottenere una maggiore flessibilità, sempre nel rispetto delle leggi attualmente in vigore.

Tornando sul contenuto dell’accordo sul clima, c’è da segnalare il via libera al nucleare come risorsa energetica sostenibile. Anche su questo punto il dibattito pare sia stato piuttosto acceso. La Repubblica Ceca si è fatta promotrice dell’esigenza di inserire l’energia atomica nel computo di quelle eco-sostenibili per favorire il processo di transizione. In un primo momento, questa proposta ha trovato la fiera opposizione di Germania, Austria e Lussemburgo. Il Granducato è stato particolarmente duro, con il premier Xavier Bettel che, dopo aver ricordato che ogni Paese può comportarsi come meglio crede sul mix energetico che vuole avviare, ha aggiunto che è contrario all’idea che il denaro dei contribuenti dell’Unione Europea venga utilizzato per il nucleare che non è né sostenibile e nemmeno sicuro.

Nucleare inserito tra le energie eco-sostenibili.

Il presidente francese Emmanuel Macron, invece, ha spalleggiato la Repubblica Ceca, sottolineando che il nucleare rientra legittimamente nella transizione e che tutti gli Stati membri dell’UE devono essere liberi di portare avanti i propri piani di tutela ambientale optando per delle soluzioni nazionali. E così, nelle battute conclusive del confronto, i pro-nuclearisti hanno potuto brindare al successo, giacché nel documento ufficiale è stato riportato che alcuni Paesi ricorreranno proprio all’energia atomica per il proprio mix energetico.

La fusione nucleare può salvare il mondo dalla catastrofe climatica?

Dunque questa risorsa è diventata a tutti gli effetti parte integrante di quelle energie eco-sostenibili che dovranno contribuire ad eliminare le emissioni di gas serra nell’atmosfera.

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